Juventus, Dybala: “Obiettivo scudetto e Cardiff. Possiamo giocare a tre”

Juventus, Dybala: “Obiettivo scudetto e Cardiff. Possiamo giocare a tre”

Paulo Dybala ha rilasciato
un’intervista esclusiva al Corriere dello Sport
, Dybala ha parlato della sua
condizione, della Roma, di Mandzukic e Higuain, di Pjanic, del Napoli, della
Champions, di Pogba, della Nazionale, di mercato e di Allegri.


Sulla sua condizione: “Non so se
sono al cento per cento, però sto sempre meglio: giocare è il desiderio di ogni
calciatore, però siamo tanti e c’è un allenatore che decide. Non è stato semplice. Già a Palermo mi
era capitato di stare fermo tanto a lungo, ma per un giovane è dura accettarlo.
Ho cercato di trasformare lo sconforto in energia per recuperare più in fretta
possibile. Mi sono rivisto in tv e la sensazione positiva del campo ha trovato
conferma: sapevo che i test settimanali erano stati perfetti e avevo tanta
voglia di far bene, sono sceso in campo
concentratissimo
per aiutare la squadra ed è arrivata una vittoria
importante.”


Sul mercato: “Sono felice di essere
qui e voglio fare parte a lungo di
questa squadra
. Il mio numero, però, sarà sempre il 21: quando sono
arrivato potevo prendere il 7, ma piaceva a Morata, così ho scelto quello che era stato di Pirlo. Perfino in
Argentina, dove non è certo abituale, mi è successo di essere applaudito dai tifosi
avversari, oggi anche attraverso i social ricevo messaggi affettuosi da non
juventini: credo dipenda dalla mia semplicità, dal mio modo di giocare, dal non
fare mai polemiche.”


Sulla Champions: “Tanta gente
ritiene il passaggio di turno scontato, ma in Europa non si può sottovalutare nessuna
squadra. Hanno uno stadio caldo, me ne ha parlato Alex Sandro. Non mi piace
parlare di sogno, perché poi ti svegli e finisce tutto. Parliamo di obiettivi: i
nostri sono arrivare a Cardiff e cercare
di entrare nella leggenda con il sesto scudetto di fila
. Squadre più
insidiose? Sono tante, Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid, Manchester
City.”


Sulla Roma: “Roma l’anti-Juve? La
classifica in questo momento dice questo, in realtà gli anti-Juve sono tanti:
vinciamo da anni ed è normale che sia così, sabato non avremo contro solo la
Roma ma per noi è una carica in più. Sono molto amico di Iturbe, è fortissimo e
mi piacerebbe vederlo giocare di più: il fatto che stia fuori la dice lunga sui
valori tecnici dell’attacco giallorosso.
Conosco anche Paredes: sarà molto importante per futuro della Nazionale argentina.
Totti? Fa parte della storia mondiale
del calcio
, l’ho sempre ammirato e quando l’ho incrociato con il Palermo
gli ho chiesto la maglia. Se penso che quando lui ha debuttato in A non ero
nato mi vengono i brividi: giocare a quarant’anni nella propria squadra del
cuore è un sogno che tutti vorrebbero vivere. Vale lo scudetto? E’ presto, però
se vinciamo mandiamo un segnale importante alle inseguitrici. Voglio i tre
punti anche per chiudere in vetta l’andata: giocheremo una partita in meno e non mi piacerebbe vedermi secondo


Su Higuain e Mandzukic: “Higuain? Penso
non sia facile per nessuno: mi sentivo teso io la prima volta contro il
Palermo, figurarsi loro arrivati da grandi squadre. A Gonzalo piacciono due cose, vincere e fare gol, perciò con il
Napoli è stata la partita perfetta. Essere criticati è un destino dei più
forti. E’ capitato perfino a Messi. Noi non possiamo chiedergli di più: segna
gol importanti, dà sempre tutto e aiuta la squadra. E’ felice di essere alla
Juventus. Io lo guardo tanto e cerco di imparare. Ci siamo conosciuti in
Nazionale, abbiamo cominciato a sentirci spesso nei giorni del suo trasferimento
a Torino ed è nata una grande amicizia: ci frequentiamo, andiamo spesso a cena
insieme. Ma non solo con lui: siamo un bel gruppo e si vede. Mandzukic? Mario è importante come lo è
Gonzalo
. Anche con lui ho un grande rapporto, l’anno scorso al suo fianco
ho giocato le migliori partite. Non molla niente, nemmeno in allenamento.
Tridente? Lo abbiamo provato contro l’Espanyol in amichevole e per qualche
minuto contro la Dinamo Zagabria. Credo che per caratteristiche si possa fare,
magari anche a partita in corso.”


Sugli obiettivi stagionali: “Sesto
scudetto? La Juventus è sempre favorita. Per giocatori, allenatore e storia.
Supercoppa? Non dimentichiamo la sconfitta di San Siro: sarà una rivincita, vogliamo il primo trofeo della stagione.”


Su Pogba: “Siamo in contatto. Ci
manca per qualità in campo e ci mancano le risate nello spogliatoio. Anche noi, però, manchiamo a lui: basta
guardare la classifica nostra e quella del Manchester United.”


Su Allegri: “Abbiamo un rapporto
molto bello, parla con noi, ci fa stare bene. Mi ha dato consigli preziosi, mi
è stato vicino quando andavo in panchina e nei momenti difficili. Bambino con
la faccia da Killer? Lo ringrazio, era un modo per descrivermi determinato. In campo non mi piace litigare, se mi
fanno arrabbiare cerco di rispondere con il pallone.”


Sulla Nazionale argentina: “Speravo
di arrivarci fin da bambino e farne parte dà sensazioni uniche. Mi dispiace per
l’espulsione al debutto da titolare: forse ho sentito troppo la partita. Qualificazione al mondiale? Ne sono sicuro.
Nessuno immagina un Mondiale senza l’Argentina e senza il più forte calciatore
al mondo. Messi era il mio idolo e sognavo di giocare con lui: la prima volta è
stata un’emozione indimenticabile, il top dopo uno scambio con cui l’ho mandato
al tiro.”


Su Pjanic: “Ha avuto modo di…
prepararsi affrontando il Lione, altra sua ex squadra. Lo vedo sereno, è un
grande professionista: in allenamento
scherzavamo sull’amicizia con Nainggolan
, gli abbiamo chiesto se davvero
gli ha tolto il saluto. Non ha risposto…”


Sul Napoli: “L’avvio è stato
inferiore alle attese, ma adesso sta facendo grandi
partite. Esprime un bel calcio e ha un grande allenatore: in Champions con il Real sarà un bel test.”