Ecco come cambia l’Inter con l’arrivo di Gagliardini

Roberto Gagliardini è ormai un giocatore dell’Inter. Il centrocampista arriva a Milano in prestito oneroso (2 milioni di euro) con diritto di riscatto fissato a 23 milioni, più 3 di bonus. Dunque, un’operazione complessiva da 28 milioni di euro. Manca l’ufficialità, è vero. Ma non c’è nulla da preoccuparsi: nelle prossime ore (o al massimo domani) sosterrà le visite mediche e firmerà il contratto che lo legherà in nerazzurro fino al 2021.

Un innesto importante per il centrocampo di Pioli, che dovrà lavorare per inserirlo alla perfezione nei meccanismi della nuova Inter, ma che dovrà modificare anche l’assetto della squadra per rendere funzionale al massimo il suo acquisto. Gagliardini è il classico incursore, dotato di un’ottima progressione e abile negli inserimenti. Perfetto in un centrocampo a tre, con Gasperini ha dimostrato di essere un calciatore duttile, riuscendo ad esprimersi al massimo anche in facendo reparto insieme a Kessiè in una mediana a due.

Nell’Inter, dunque, Gagliardini può trovare spazio sia in caso di 4-3-3 che di 4-2-3-1, le due soluzioni più quotate per il nuovo assetto nerazzurro. Con un reparto a tre, l’ex Atalanta giocherebbe da mezzala, così come Joao Mario, con Brozovic in cabina di regia. Qualora Pioli invece optasse per il secondo modulo, il neo acquisto affiancherebbe il croato, mentre il brasiliano andrebbe a giocarsi una maglia da titolare con Banega.

Chi rischia, dunque, di rimanere fuori? Sicuramente Kondogbia che, eccetto contro la Lazio, non ha fatto benissimo. Simile il discorso per Banega, che potrebbe anche lasciare l’Inter. Chiariamoci: l’argentino non è sul mercato, ma in caso di offerta monster dalla Cina sarà difficile dire di no. Ultimo, ma non meno importante, è il discorso legato a Murillo e Medel: il colombiano e il cileno si giocano un posto in difesa per affiancare Miranda.