Champions League, verso Cardiff passando da Porto: tocca alla Juventus

Champions League, verso Cardiff passando da Porto: tocca alla Juventus

La Juventus è partita: destinazione Portogallo, match di andata degli ottavi di finale di Champions League. A dividere Torino dalla città di Porto ci sono quasi 2000 km. E che a nessuno, in aeroporto, sia venuto in mente di richiedere particolari documenti. Come un passa(il)Porto, perché se siamo a carnevale ogni scaramanzia vale.

I bianconeri sono ospiti della penisola iberica. Affronteranno gli undici di Espirito Santo, che a loro volta hanno fatto fuori la Roma di Spalletti nei preliminari di Champions. Allegri è, dunque, avvisato: una italiana ha già pagato la trasferta in Portogallo.

L’imperativo è vincere. O perlomeno portarsi avanti col lavoro strappando un buon punteggio per la gara di ritorno. Mister Allegri cercherà di farlo non stravolgendo la formazione, soprattutto dalla metà campo in su: Khedira, Pjanic e Cuadrado a sostegno del buono, del brutto del cattivo. Con la massima libertà di associare Dybala, Mandzukic e Higuaìn al proprio appellativo. Ci sono tutti, o quasi, perché la BBC perde un pezzo. Bonucci non sarà neanche in panchina, ma siederà direttamente nella tribuna del “do Dragao”. Né problemi fisici, né – fortunatamente – familiari. Ma disciplinari. Con il sergente di ferro Allegri non si scherza, che del numero 19 fa intendere può farne anche a meno. Qualche parola di troppo dopo il Palermo, un atteggiamento che non è affatto piaciuto ed ecco il castigo per Bonny.

Ma le parole stanno a zero. Ciò che conta è arrivare a Cardiff per la finale. Lo vuole la squadra, lo desidera la dirigenza, lo sognano i tifosi. Archiviata la qualificazione ai gironi, il bersaglio adesso è il Porto: la squadra e la città che sorge più a ovest della competizione, sperando non ne venga fuori un occidentali’s dramma.