Il Fantapagellone della Serie A: Crotone, un sogno chiamato salvezza

Il Fantapagellone della Serie A: Crotone, un sogno chiamato salvezza

Inizio campionato da timidi esordienti, sprint finale da primato europeo. Così il Crotone ha ribaltato i pronostici e si è guadagnato una storica salvezza

Nessuno ci credeva, eppure ce l’ha fatta. Il Crotone ha recuperato con umiltà e perseveranza un campionato iniziato malissimo in cui era dato per spacciato già dalle prime battute. Poi la rinascita alla trentesima giornata. Otto partite per invertire la tendenza e celebrarsi campioni.

OBIETTIVO DI INIZIO STAGIONE
Reduce da una stagione in B da incorniciare, terminata con il trionfo della prima promozione in Serie A della sua storia, il Crotone è approdato nella massima competizione con una rosa non competitiva sulla carta. Ceduto il suo capocannoniere Budmir alla Sampdoria nella sessione estiva del mercato, la società calabrese ha deciso di investire su due attaccanti del Sassuolo, Falcinelli e Trotta arrivati a Crotone con la formula del prestito. Anche Gian Marco Ferrari è arrivato da Sassuolo a supportare i suoi in difesa, così come Aleandro Rosi dal Genoa.
L’obiettivo dei pitagorici ad agosto era quello di giocare un buon campionato che portasse alla salvezza.

MIGLIOR GIOCATORE DELLA STAGIONE
Miglior marcatore e trascinatore dei calabresi in questa stagione, il nuovo arrivato Diego Falcinelli ha subito fatto sentire il suo peso a Crotone. È l’attaccante rossoblu con la media voto più alta (6,2), se ponderata per le presenze che quest’anno sono state 35. Tredici i suoi gol stagionali in Serie A, 3 dei quali rifilati nella stessa partita, in tempi non sospetti, all’Empoli, rivale nella lotta salvezza all’ultimo respiro. Due assist e sette ammonizioni completano il quadro dei bonus e dei malus, confermando all’attaccante un’ottima fantamedia: 7,24.

LA SORPRESA
Le sorprese a Crotone quest’anno non sono state di certo poche. La squadra, ad esempio, nel suo complesso è degna di nota in nome dell’impresa che ha condotto. Tra tutti però emerge un numero: 34. Trentaquattro come gli anni di Alex Cordaz nella stagione del suo esordio in Serie A. L’estremo difensore rossoblu quest’anno ha combattuto da vero pioniere, lui che in A non ci aveva mai messo piede. Una media tra le migliori per la categoria: 6,31. I due rigori parati non bastano ad alzare una fantamedia (4.94) che non gli rende giustizia. Le parate totali infatti si attestano intorno alle 160, mentre è spesso risultato incolpevole nei 54 gol subiti.

LA DELUSIONE
Arrivato a Crotone per un ruolo da titolare, il flop del mercato rossoblù si è rivelato essere Djamel Mesbah. Prelevato a settembre dalla Sampdoria, il terzino ha giocato con la maglia del Crotone solo 9 partite che hanno fruttato una fantamedia del 5,78. Già i due anni precedenti a Genova non erano stati esattamente i migliori in carriera per il difensore algerino di cui si ricordano le buone prestazioni con la maglia del Lecce sia in B che in A. Poche le emozioni con la maglia del Milan. Cercava una seconda possibilità a Crotone: aspettative deluse.

OBIETTIVO RAGGIUNTO
L’obiettivo stagionale, la salvezza, è stato portato a casa dal Crotone all’ultima giornata, come nelle migliori favole quando nessuno ormai ci credeva più. Ci credevano eccome però gli uomini di Nicola che hanno iniziato la loro cavalcata verso l’obiettivo un po’ tardi, ma sempre in tempo. Il merito infatti va riconosciuto a quel gruppo che non si è arreso, che dalla trentesima giornata ha preso in mano il proprio destino e ne ha fatto un record europeo: 20 punti in 9 partite. Obiettivo pienamente raggiunto.

VOTO ALLA STAGIONE: 7
Uno di quei voti che a scuola avrebbero definito “di incoraggiamento”. Sette perché non si può dimenticare che il Crotone ha totalizzato solo 14 punti nelle prime 29 partite. O ancora, per entrare nel dettaglio, solo due i punti nelle prime 10 gare della stagione. Non si può dire con certezza cosa sia cambiato da Verona in poi, ma il Crotone è la dimostrazione che la mentalità nel calcio è un fattore da non sottovalutare. Ed è quella che ha fatto la differenza. Tutto era ancora in gioco, ad 8 giornate dalla fine, e gli uomini (eroici) di Nicola hanno giocato al meglio.