Milan, Nesta: “Giusto festeggiare la qualificazione in Europa. Il Milan senza Berlusconi è una tristezza”

Milan, Nesta: “Giusto festeggiare la qualificazione in Europa. Il Milan senza Berlusconi è una tristezza”

Idolo dei cuori rossoneri, Alessandro Nesta è tornato a parlare di Milan. Il difensore romano si schiera dalla parte di chi ha festeggiato domenica la qualificazione all’Europa

Con la vittoria di domenica, il Milan ha raggiunto l’obiettivo minimo della stagione: tornare in Europa League dopo tre stagioni. Al termine della gara, il pubblico di San Siro e i giocatori hanno esultato, secondo alcuni, in maniera troppo spropositata nei confronti di un risultato che comunque rimane un sesto posto. Alessandro Nesta, intervistato da “La Gazzetta dello Sport” dice la sua sulla questione, difendendo chi al fischio ha festeggiato il traguardo: “Mi schiero dalla parte di chi ha festeggiato il preliminare di Europa League. È giusto farlo quando si raggiunge un traguardo, e il Milan l’ha raggiunto. Ovvio, rispetto alla mia epoca gli obiettivi si sono abbassati molto, ma il club adesso è questo. Quindi, in quest’ottica, è un passo importante e un grande traguardo. E poi, pensateci un attimo: l’Inter farebbe carte false per trovarsi dove si trova ora il Milan”.

Per Nesta non si può paragonare l’attuale Milan a quello di Berlusconi:Occorre solo avere tanta umiltà e smettere di pensare al Milan di Berlusconi, perché quel Milan non c’è più. Umiltà è la parola chiave, è con quella che devi affrontare una trasferta a fine luglio in qualche posto semisconosciuto (riferendosi ai preliminari di Europa League, ndr)”.

Nostalgia rossonera, il Milan senza Berlusconi: “Tanta tristezza. Io sono un nostalgico, rimpiango anche Moratti. Gente che guidava i club per passione e non per soldi. Negli ultimi anni c’è stato tanto caos e il club non era abituato a programmare in condizioni di emergenza. C’è stata confusione nei ruoli in società e così è stato molto più facile cambiare gli allenatori. Hanno sempre pagato loro, ingiustamente. Mi chiedo: al quarto, quinto tecnico che non funziona, magari dovrebbe venirti in mente che non può essere sempre e solo colpa di chi allena. Questo dev’essere un punto di partenza, adesso occorre cambiare marcia rispetto al passato. Resto comunque un po’ perplesso, mi pare che la proprietà interista si muova di più. Di certo riportare il Milan in Champions sarà dura, dovranno spendere molto”.

Ripartire dagli italiani, questa è la ricetta giusta secondo Nesta: “Bisogna ripartire da un gruppo di italiani mentalmente forte. E chi arriva dopo, si allinea. Com’era ai miei tempi e com’è ora nella Juve. I giocatori invecchiano e devi avere la forza di rimpiazzarli con altri dello stesso valore. Se non puoi permettertelo, inizi a perdere terreno. Un segnale pessimo, ad esempio, erano state le cessioni di Ibra e Thiago. Io e tanti altri abbiamo smesso per motivi anagrafici, loro se ne sono andati per scelte economiche del club. Un segnale di debolezza”.

Nuova vita per Nesta, allenatore dei Miami FC: “Giocare mi manca da morire, ma voglio fortemente fare l’allenatore. Lavoro 12 ore al giorno e per me è l’unico modo di restare davvero nel calcio. La scrivania non mi interessa. Se tornerò in Italia? Beh, mai dire mai. E poi mica posso vivere per sempre a Miami. L’ambizione è mettermi in gioco anche in Italia, quando sarà il momento”. Poi ancora un commento sul Milan: “Negli ultimi anni il Milan è stato un vero tritacarne. Debuttanti come Seedorf, Inzaghi e Brocchi non possono essere giudicabili. Montella? È un allenatore di livello, a tratti ha fatto giocare bene una squadra con giocatori mediocri. Ha un’ottima idea tattica”.

Il ricordo più bello e la nostalgia di casa, Milanello: “Il ricordo più bello è legato alla Champions vinta ad Atene nel 2007. Quando siamo tornati nello spogliatoio con la coppa, mi ricordo che Ronaldo ci aspettava dentro con le birre, poi abbiamo festeggiato in piscina fino a notte fonda. Vincere è come una droga, hai sempre bisogno di rivivere le stesse emozioni e quando non le provi più vai fuori di testa. Di Milanello mi manca tutto. Soprattutto i suoi personaggi. La governante, il giardiniere, l’autista. Persone spettacolari. A Milanello sono stato meglio che in un hotel a cinque stelle”.


Pillola di Fanta

Alessandro Nesta nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi redatta da Pelè e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della Federazione internazionale. Un riconoscimento importante, per uno dei difensori più forti della storia del calcio. MOSTRO SACRO