Roma-Genoa, che partita al cardiopalma. Vincono 3-2 i giallorossi

Roma-Genoa, che partita al cardiopalma. Vincono 3-2 i giallorossi

In un Olimpico tutto esaurito per l’addio di Totti, il Genoa fa sudare la Roma e si arrende solamente al 90esimo

Doveva essere una semplice ‘doppia festa’, per l’addio di Totti e il secondo posto, e così è effettivamente stato. Ma la Roma in un Olimpico stracolmo (68.000 spettatori) ha dovuto sudare sette camicie contro un Genoa mai domo. Finisce 3-2 per i giallorossi al termine di una partita emozionante per mille motivi. A cominciare dal saluto di Francesco Totti sotto la curva ancor prima del fischio iniziale e il pianto di tutti i tifosi.

Al terzo minuto di gioco il Genoa fa capire subito che per la Roma non sarà affatto semplice conquistare il secondo posto. Lancio lungo dalle retrovie, la difesa giallorossa è altissima ma sbaglia il fuorigioco. Pellegri, classe 2001, si invola verso la porta e batte Szczesny. Doccia fredda per la squadra capitolina, che si trova subito sotto. Al decimo ci pensa Dzeko a rimettere le cose a posto, grazie ad una ribattuta fortunata dopo un primo tentativo parato da Lamanna.

Al quindicesimo brutto infortunio per Emerson: probabile interessamento del legamento del ginocchio sinistro. Entra Mario Rui e la scelta di Spalletti non si dimostrerà azzeccata. A questo punto la partita vive un momento di stallo: la Roma prende in mano il pallino del gioco, ma quando il Genoa riparte la retroguardia giallorossa sbanda paurosamente, con la squadra costantemente spaccata in due. Al duplice fischio è 1-1, ed è quasi una buona notizia per la Roma.

La seconda frazione di gioco segue lo stesso canovaccio dei precedenti 45 minuti e Juric inserisce Ninkovic al posto di uno spento Palladiono per avere più spinta in contropiede. Dopo dieci minuti il momento più atteso: Spalletti richiama in panchina Salah, al suo posto ecco Francesco Totti. La reazione dell’Olimpico è da brividi, ma in campo è partita vera.

Al 73esimo passa la Roma con Daniele De Rossi: sul cross di Strootman, Laxalt buca clamorosamente l’intervento. Alle sue spalle c’è Dzeko che stoppa meravigliosamente la palla e la serve al centrocampista, che praticamente dal dischetto fa 2-1 (ma dietro di lui c’era Totti). Partita finita? Assolutamente no. Il Genoa vuole rovinare la festa giallorossa e 6 minuti dopo trova il pari: Laxalt si fa perdonare, brucia Rudiger sulla fascia e la mette in mezzo per Lazovic che di testa firma il nuovo pareggio.

La Roma si riversa tutta in avanti, ma le occasioni più ghiotte ce l’ha il grifone, che va vicino al ‘colpo grosso’ sempre con Lazovic, che prende il palo in contropiede. Ma all’alba del recupero la risolve Perotti: punizione di Nainggolan, svetta Fazio prima e dopo Dzeko (sempre lui, in ogni gol) che la allunga verso el monito che fa 3-2. E stavolta sì, è finita, e la Roma si qualifica per la Champions diretta. A fine partita la festa per Totti e le lacrime di tutti. La fine di un’era.