Inter, buona la prima. Spalletti: “Abbiamo fatto delle buone cose”

Inter, buona la prima. Spalletti: “Abbiamo fatto delle buone cose”

Messa in archivio la prima amichevole stagionale, Spalletti si è mostrato fiducioso sull’applicazione mostrata dalla squadra

La nuova stagione dell’Inter di Spalletti comincia con una vittoria. A Riscone di Brunico i nerazzurri si sono imposti per 2-1 sugli austriaci del WSG Wattens. Soddisfatto a fine gara il tecnico toscano: “Non ci potevamo aspettare molto di più da questa partita. Abbiamo fatto delle buone cose in fase difensiva che è quella che abbiamo curato di più. Ho visto anche dei buoni tagli in attacco. La cosa che mi fa più piacere è la disponibilità dei miei calciatori a mettere in pratica le cose dette in allenamento”.

Qualche battuta sulle prestazioni dei singoli a partire da Pinamonti autore del primo gol stagionale: “È molto promettente, si allena con voglia ed è un bravo ragazzo. Arriverà lontano. Kondogbia è un giocatore da Inter, recupera palloni e sa giocare la palla correttamente anche a livello di scelte. Murillo – oggi schierato da terzino destro, ndr – lui è un difensore centrale ma può fare anche quel ruolo, certo, la scelta di oggi era dettata dalle necessità”.

Spalletti ha commentato con parole al miele l’arrivo di Borja Valero e ha discusso le altre situazioni di mercato: “Borja Valero è uno di quei giocatori che quando scendono in campo lasciano sempre il segno. Piacerà a tutti gli interisti. Ha delle qualità molto importanti per noi. Se parlerò con Perisic? Dirò qualcosa a tutti i miei calciatori. Capiamo le sue intenzioni ma non mi aspetto che dica di voler andar via. Farò affidamento su chi dimostrerà a tenere alla maglia dell’Inter. A Ranocchia posso solo dire di continuare ad allenarsi bene, poi vedremo gli sviluppi del mercato”.

Sulla calorosa accoglienza riservatagli fin dal primo giorno: “Sapevo che i tifosi dell’Inter sono molto calorosi. Me ne sono accorto quando sono venuto a San Siro a giocare con la Roma e nonostante fossero in un momento difficile lo stadio era pieno. Io percepisco il loro affetto ma il mio è un lavoro nell’ombra. L’importante è quello che sentono i calciatori. Se abbiamo bisogno di un leader? Ce ne servono dieci. La squadra ha forte personalità, bisognerà metterla in evidenza”.

Fonte foto: inter.it