Uefa, Ceferin: “Felice di questo mio primo anno. Ci sono novità importanti per il futuro”

Uefa, Ceferin: “Felice di questo mio primo anno. Ci sono novità importanti per il futuro”

Aleksander Ceferin, il nuovo presidente dell’Uefa, ha sviscerato temi importanti in una lunga intervista: dal suo primo anno di lavoro alla Champions League, dall’Italia all’integrazione

L’anno scorso, Aleksander Ceferin ha sostituito Ángel María Villar alla carica di presidente dell’Uefa. Il suo primo anno nel ruolo di dirigente più importante d’Europa sta per concludersi. Di questo e molto altro, Ceferin ha parlato in una lunga ed interessante intervista a “Il Corriere dello Sport”. “In realtà, mancano ancora un paio di mesi per concludere il mio primo anno di lavoro, ma posso dirmi senz’altro soddisfatto. Sono state fatte alcune modifiche allo Statuto che hanno permesso di riformare determinati aspetti strutturali, ad esempio i limiti dei mandati delle varie cariche. Siamo inoltre riusciti a stringere forti rapporti con i club e le leghe professionistiche europee: stiamo creando una grande famiglia calcistica. Sono fiero della collaborazione fin qui ricevuta da parte di tutti“.

Ceferin ha quindi affrontato il tema Champions League. “Ci tengo a sottolineare quanto sia importante per me aver organizzato una finale di Champions League sicura e senza incidenti allo stadio, questione assolutamente non da poco viste le odierne minacce terroristiche. Ho ricevuto tanti aiuti, e sono veramente felice del fatto che tutte queste persone responsabili abbiano a cuore il nostro bellissimo gioco. Abbiamo solo dovuto fare qualche cambiamento qua e là per permettere la miglior riuscita possibile dell’evento. Ma le novità riguardo alla competizione non finiscono qui: potremmo già annunciarne altre al Congresso di Bratislava l’anno prossimo. La Champions è la competizione più importante al mondo. Sebbene siano stati effettuati alcuni cambiamenti circa il triennio 2018-2021, la cosa più importante per noi rimane il fatto che tutte le squadre devono avere la possibilità di accedervi: non esiste per noi una competizione ristretta a pochi club, e questo tutte le società europee lo sanno”.

Il presidente ha poi spostato l’attenzione sull’Italia e sul rapporto che lui ha con i rappresentanti calcistici del “Bel Paese”. “Ho un ottimo rapporto sia con il presidente Tavecchio che con Michele Uva, che ora fa parte del Comitato Esecutivo dell’Uefa. Lui ha ottime conoscenze e tutta Europa potrà ora trarre beneficio dalle sue idee: ne sono molto contento. Lavorerò a stretto contatto con entrambi durante l’Europeo 2020, che si giocherà in Italia: specialmente quando le squadre giocheranno a Roma, vale a dire nei gironi e in un quarto di finale”. Ceferin ha poi continuato accennando al Fair Play Finanziario e ad alcune ipotesi di modifica in merito: “Il FPF deve necessariamente essere sempre modificato: è stato dimostrato dall’evoluzione del calcio, che richiede continui cambiamenti. Io credo che possa essere utile introdurre una luxury tax o un tetto agli ingaggi: è ovviamente presto per definirne i dettagli, ma ci stiamo lavorando poiché penso che siano strumenti che potrebbero aumentare la competitività del calcio europeo”.

Ceferin si concentra dunque sul calcio come strumento di integrazione sociale. “Tutto lo sport, ma soprattutto il calcio, possono svolgere il fondamentale ruolo di veicolo per il progresso sociale. Questo aspetto mi sta particolarmente a cuore: lo dimostrano le molteplici iniziative dell’Uefa nel calcio giovanile. Fondamentale è insegnare ai giovani sostegno civile ed educazione, cosa che chi di dovere sta già facendo ad esempio proprio in Italia. Non vedo possibile un Mondiale in cui il paese ospitante alzi delle barriere a calciatori e tifosi con determinate origini. La mia opinione su questo punto è diametralmente opposta: non si possono mettere vincoli di questo genere. Non cambierò mai idea in merito. Di sicuro, la nuova formula del Mondiale che dal 2026 passerà a 48 squadre può fungere da notevole impulso per espandere il calcio in molti altri paesi; tuttavia, so bene che questo porterà seri problemi di organizzazione al paese che ospiterà le edizioni da lì in avanti. Per quanto riguarda l’Europeo, per il momento questo rimarrà a 24 squadre: questo format si è dimostrato all’altezza delle nazionali partecipanti, ed ha soddisfatto tutti”.

Il presidente sottolinea poi un aspetto fondamentale: “Credo che una caratteristica molto importante del calcio del futuro debba essere quella di introdurre sempre più donne in questo mondo. L’Uefa sta creando corsi di formazione per supportare le loro carriere: sono certo che i risultati arriveranno già a medio termine. Riguardo al calcio femminile giocato, ritengo importante anche la campagna già lanciata da noi per promuovere la partecipazione di bambine e ragazze al calcio. Crediamo molto in tutto questo, e stiamo costantemente lavorando con le varie Federazioni così da poter espandere anche il calcio professionistico femminile in tutto il continente europeo“.

Ceferin ha infine concluso questa lunga intervista facendo un accenno su Totti, ex capitano della Roma: “Francesco ha vinto il President’s Award perché lo meritava. Questo premia il raggiungimento di grandi traguardi, l’eccellenza professionale e le qualità uniche dell’atleta. Totti, uomo che ha dedicato 25 anni ad una sola maglia – quella giallorossa – impersona tutto questo. La sua carriera è stata fantastica, dall’inizio alla fine, ed ho ritenuto giusto premiarlo con questo riconoscimento. Ha regalato davvero tanto a tutti quelli che amano il calcio“.