Lazio, i conti tornano: il sostituto di Keita è Keita. Anche se lo perdi a zero

<b><i>Lazio, i conti tornano: il sostituto di Keita è Keita. Anche se lo perdi a zero</b></i>

Ogni estate ha la sua telenovela di mercato, quella storia d’amore tra giocatore e squadra che puntualmente fatica a realizzarsi anche se negli occhi di entrambi si percepisce il desiderio di vincere ogni reticenza per realizzare il sogno.
Quest’anno, almeno per ciò che riguarda il mercato italiano, la più avvincente sembra essere quella tra Keita e la Juventus. Protagonisti un giocatore giovane e dalle enormi potenzialità che oggi guadagna 600.000 euro, un contratto che scade tra un anno, un procuratore senza scrupoli e un presidente, Lotito, che promette battaglia fino all’ultimo giorno possibile. In ballo ovviamente le prestazioni del giocatore, con il rischio sempre più concreto per la Lazio di svenderlo o peggio ancora perderlo a zero l’anno prossimo.

Un problema non da poco per una società che vive grazie all’autofinanziamento, generato per lo più da diritti televisivi e plusvalenze prodotte dai tanti giovani scoperti dal ds Tare ed esplosi in maglia biancoceleste.
Keita è uno di questi, ed oggi ci si trova di fronte ad un bivio: cedere alle proposte della Juve non consone al suo valore (15-20 milioni) o tenerlo in rosa con il rischio concreto di perdere la più grande plusvalenza dell’era Lotito?

Bel dilemma per il presidente biancoceleste, ma paradossalmente questo problema può trasformarsi in una vera e propria risorsa tecnica per la Lazio. Proviamo a spiegare meglio il nostro concetto.

La Lazio ha un tetto ingaggi che sfiora i 3 milioni di euro bonus compresi, ed oggi i giocatori che ci si avvicinano di più sono quelli che hanno un ruolo fondamentale all’interno del progetto tecnico di Inzaghi: Immobile, Lucas Leiva, Felipe Anderson, Milinkovic-Savic. Tutti giocatori che partiranno titolari nel 3-5-2 che ha in mente l’allenatore biancoceleste, con un Felipe Anderson ormai visto come seconda punta e finalmente libero dai compiti di copertura, con un Keita pronto a dargli il cambio a partita in corso o per le gare di Europa League.
Cedere Keita anche per una cifra vicina ai 20 milioni costringerebbe la Lazio ad acquistare un calciatore che possa sopperire all’assenza del senegalese, ma con un esborso economico in termini di cartellino e soprattutto di ingaggio che andrebbe ad equipararsi a quelli sopra citati.
Ma la Lazio può permettersi di tenere in panchina un giocatore da 20 milioni con un ingaggio da top player? La risposta secondo noi è no, e per questo motivo oggi Keita è l’unico sostituto possibile di Keita.

Perché? Perché è nato calcisticamente a Formello plasmato dalle mani di Simone Inzaghi, per l’equilibrio con l’ambiente nel quale sopravvivere fino a giugno prossimo, perché servirebbe tutto tranne alimentare ulteriori polemiche a quelle che già esistono, perché oggi il senegalese ha un ingaggio inferiore al milione e quindi perfettamente in linea con quelli degli altri panchinari biancocelesti, perché ha dimostrato di essere un giocatore che da subentrato può spaccare le partite come pochi altri.

Ovviamente la domanda che tutti si stanno ponendo in questo momento è “Si, ma il mancato guadagno di Lotito per la vendita di Keita?”.
La risposta è semplice: la rincorsa al quarto posto che garantirebbe introiti superiori a quelli che potrebbero arrivare dalla cessione del senegalese.
Niente di garantito ovviamente, soprattutto per l’agguerrita concorrenza; e questo nella testa di Lotito potrebbe pesare non poco. Però sarebbe una sfida interessante, per la Lazio, per l’ambiente, per il nostro campionato, e perché no anche per Keita che saluterebbe Roma con un quarto posto da protagonista tra gli abbracci di tutti.

Parafrasando una scena cult del cinema italiano, immaginiamo di chiedere a Lotito:
– “Hai mai rischiato in vita tua?”.
– “Si, una volta ho perso Keita a zero per assicurarmi un posto in Champions“.