Mario Balotelli, auguri al bad boy italiano

Mario Balotelli, auguri al bad boy italiano

Il mondo del calcio è pieno di “poteva essere ma non è stato” e Balotelli è uno dei più grandi talenti sprecati, rovinato da se stesso e dalla stampa

Oggi compie 27 anni Mario Balotelli, nato il 12 agosto 1990, uno dei maggiori rimpianti del calcio italiano insieme al barese Antonio Cassano.

Si perché l’inizio della sua carriera è stato di quelli folgoranti, da predestinato, con il passaggio dal modesto Lumezzane direttamente all’Inter, dove viene aggregato in prima squadra da Roberto Mancini nella stagione 2007/2008, vincendo immediatamente il primo scudetto. Anche con Josè Mourinho inizia molto bene e, nel corso della stagione del triplete interista, diventa anche il più giovane marcatore in Champions League della storia dell’Inter. Ma proprio durante la competizione europea fa la prima delle sue famigerate sceneggiate: dopo essere stato ripreso più volte dal mister, al fischio finale esce infuriato gettando a terra la sua maglia e incrinando irrimediabilmente il rapporto con la società nerazzurra. Chiuderà la sua esperienza con l’Inter dopo 86 partite, 28 gol e ben 6 trofei vinti.

La stampa si fionda sul ragazzo appena diciannovenne e probabilmente ne determina la rovina, su di lui viene scritto tutto e di più, tutti ne esaltano le qualità a dismisura, lo dipingono come il campione che ancora non è finendo per attribuirgli una forza che non ha, lo fanno sentire un calciatore affermato quando ancora deve passare i 20 anni di età. La fama colpisce Balotelli con violenza e Mario, che con il carattere ha sempre avuto problemi fin dalla scuola calcio, perde la testa come un qualsiasi ragazzo ancora immaturo.

Il passaggio al Manchester City, che avrebbe dovuto salvarlo dalle attenzioni indesiderate in Italia, si rivela ancora più insidioso. Con i citizens parte bene segnando all’esordio e disputa delle buone stagioni, ma su di lui arrivano i tabloid inglesi: Mario riceve l’etichetta di bad boy che, complice un temperamento poco docile, non riuscirà più a levarsi di dosso. Ogni cosa che fa viene messa sui giornali, dal taglio di capelli alle serate con gli amici, dai vestiti che indossa alla macchina che guida. Emblema della situazione è la maglia con scritto “why always me?” che Balotelli mostra dopo aver segnato allo United. Sul campo il ragazzo sembra voler confermare la brutta fama che i giornali gli hanno cucito addosso, collezionando un totale di 10 giornate di squalifica, decisamente troppe per una punta.

Tuttavia arrivano per lui grandi soddisfazioni con la nazionale italiana, con la quale gioca da protagonista assoluto l’Europeo 2012, trascinando a suon di gol e prestazioni la squadra in finale. L’Italia perderà in malo modo la finale con la Spagna, ma Balotelli sarà capocannoniere italiano delle fasi finali della competizione, alla pari, neanche a farlo apposta, con Cassano.

In rotta con il City per i suoi eccessi comportamentali, torna in Italia al Milan dove sembra trovare una nuova vita. Ormai è più maturo e cerca di curare la sua immagine, tuttavia, malgrado una ottima stagione, il suo temperamento lo espone a nuove squalifiche e altri eccessi. Nonostante segni molti gol, o forse proprio per questo motivo, Mario ormai ha perso la rotta, con le parole lo hanno fatto diventare un campione troppo presto e si trova sempre nella condizione di non riuscire a soddisfare appieno le aspettative.

Nel 2014, dopo una brutta stagione del Milan ed il disastroso Mondiale 2014, con la stampa che si scaglia contro di lui per il fallimento della nazionale di Prandelli, lascia nuovamente l’Italia sbattendo la porta e va al Liverpool. Con i reds ancora una volta parte abbastanza bene, ma nel corso della stagione si perde e la sua carriera subisce un declino apparentemente inarrestabile. Va in prestito ancora al Milan, ma non viene riscattato e a quel punto la sua carriera nei top club sembra essere finita definitivamente.

Forse è proprio in quel momento che cambia qualcosa, Mario si ridimensiona e, acquistato a costo zero dal Nizza, sembra finalmente ritrovarsi. In Ligue 1 diventa protagonista della sorprendente stagione del Nizza, aiutando la squadra a raggiungere una storica qualificazione ai preliminari di Champions.

Agli albori della stagione 2017/2018 sembra che Mario Balotelli abbia ritrovato se stesso e chissà che l’Italia non possa ritrovare il numero 9 che l’ha fatta sognare ed esultare nel 2012. Ancora auguri quindi all’ex bad boy Mario Ballotelli, sia per il compleanno che per la sua carriera.