Juventus, il giudice sentenzia: “La ‘ndrangheta controlla il tifo bianconero”

Juventus, il giudice sentenzia: “La ‘ndrangheta controlla il tifo bianconero”

Arriva la sentenza di primo grado per il processo Alto Piemonte. Nel filone legato al rapporto tra mafia e ultras spuntano relazioni gravi

Inizia a prendere forma il castello accusatorio del processo Alto Piemonte, che vede interessata anche la Juventus per quanto riguarda la gestione dei biglietti e i rapporti con la tifoseria organizzata. Situazioni pesanti che hanno portato anche all’inibizione di Andrea Agnelli lo scorso 25 settembre.

Questo è quanto riporta la sentenza di primo grado del giudice Giacomo Marson: “La ‘ndrangheta si è imposta nel tifo organizzato, esercitando una sorta di controllo sui gruppi di supporto alla Juventus“. In particolare sembra che la tifoseria avesse una forza intimidatrice nei confronti del club.

L’inchiesta penale non ha coinvolto nessun tesserato bianconero, anche se Agnelli ha ricevuto un anno di inibizione e 300 mila euro di ammenda per aver avallato l’atteggiamento “pacifico” con gli ultras. Ha invece ricevuto una condanna a sette anni e nove mesi Rocco Dominello, esponente di una cosca. Piena assoluzione per l’ex ultras Fabio Germani.

Il giudice Marson ha però indicato nella Juventus un comportamento “poco trasparente“. Nel 2014, ad esempio, un tifoso svizzero sporse reclamo alla società. Aveva comprato un biglietto per la partita di Champions Juventus-Real al prezzo di 620 euro di fronte a un costo nominale di 140. Secondo l’accusa, quel biglietto sarebbe stato tra quelli in dotazione a Dominello.

fonte foto: juventus.com