Di Natale compie 40 anni: “Insigne il mio erede. Italia senza Mondiale? Una catastrofe”

Di Natale compie 40 anni: “Insigne il mio erede. Italia senza Mondiale? Una catastrofe”

Lunga intervista rilasciata da Totò Di Natale in occasione dei suoi 40 anni. L’ex Udinese ha parlato del presente, del passato e del suo futuro

Per festeggiare il suo 40esimo compleanno Antonio Di Natale ha scelto la riservatezza e la tranquillità della sua famiglia: “Un traguardo importante che festeggio con alcune persone care, qui a Empoli” – si legge nelle pagine de La Gazzetta dello sport – “Ha fatto tutto mia moglie, ma sono pochi quelli del mondo del calcio. Starne fuori non mi crea fastidi e fare l’imprenditore, concentrato sull’immobiliare, sul caffè e sulla scuola calcio di Udine, mi piace e mi appassiona. Ho fatto la storia e sono felice. Non avevo più voglia, si era spento il motore, ho capito che era arrivato il momento. Ho fatto più di 20 anni e ora non sento la smania di giocare. Magari a una partita benefica di alto livello vado. Io e Francesco Totti abbiamo fatto la storia, lui forse aveva ancora voglia e ha proseguito nel percorso da dirigente. Ma il calcio è una ruota che gira dove conti quando servi, poi tutto finisce. Guardi Toni, è rimasto un altro anno a Verona, poi addio“.

L’Udinese non ha pensato a un ruolo da dirigente per Totò: “Ma sì. Sono stato lì da poco, ho visto i Pozzo e ho chiacchierato con loro. Il patron Gianpaolo resta un grande tifoso, è stato un bravo presidente che ha portato il club in alto. È stato un piacere rivederli perché 12 anni e 209 gol non si dimenticano così. Guidolin? Ho sentito pure lui. Meritava la Nazionale, era il riconoscimento per quel che ha saputo insegnare. Ma sono sicuro che tornerà, deve solo trovare una squadra che lo capisce“. Di Natale spera in un giovane in particolare: “Insigne. E’ bravissimo. Fa le giocate da top player e si è messo a segnare. Gli dissi un giorno a Udine che doveva segnare di più, lo fa“.

Sull’Italia: “Deve andare al mondiale, altrimenti sono convinto pure io che sia una catastrofe. L’Italia parte sempre un po’ dietro, poi arriva. Ricorda l’Europeo 2012 con Prandelli. Si pensava che andassimo a casa, arrivammo in finale, resta il mio ricordo più bello quel gol alla Spagna nella prima partita a Danzica. Immobile e Belotti? Sono bravi, Belotti è un animale, Immobile è più seconda punta. Ma qui penso ai miei tempi: giocavo con Vieri, Inzaghi, Toni, Totti, Del Piero, contro Maldini, Nesta, Cannavaro, Thuram. La notte prima non dormivi. Tutto è cambiato. Montella in difficoltà? Gli hanno cambiato troppi giocatori, lo scorso anno aveva costruito, al Milan gli diano il tempo“.

Con Spalletti l’Inter ha svoltato: “Ha portato le sue idee e la sua mentalità, l’Inter è una squadra in cui lottano tutti, possono arrivare terzi. Lui ti fa capire che devi dare il massimo e che la domenica conta solo una cosa: vincere. E’ umano, parla con i giocatori, li fa pensare tutti con la stessa testa e dà equilibrio in società. Sembra un po’ di rivedere l’Inter di Mourinho. La Juventus è favorita. Ancora. Ma il Napoli ha ridotto il gap, non spreca più e Sarri è bravo. Mi avesse allenato lui avrei fatto sempre 20 gol. Mi sembra di rivedere la qualità che diede Guidolin, palla a terra e gioco di prima“.

In chiusura d’intervista Di Natale parla del suo futuro: “Guardo tanta B e C e giovani. La nostra scuola calcio ha un legame con l’Inter, le abbiamo dato due ragazzini. Vado a Carrara dal mio amico Silvio Baldini. C’è un presidente capace e un progetto serio. Stiamo valutando alcune cose, potremmo fare qualcosa assieme. Empoli? Con Corsi è meglio restare amici e mi dicono che Vivarini è bravo e sembra ci siano le basi per tornare in A. Mio figlio Filippo è nel settore giovanile dell’Empoli è un 2003, si diverte. Ma non è un fissato. Prima conta la scuola. Io e Ilenia ci stiamo attenti. Pensi che non abbiamo mai preso una tata“.