Olanda, che flop: niente Mondiale. Il fallimento di una generazione

Olanda, che flop: niente Mondiale. Il fallimento di una generazione

Dopo la mancata qualificazione all’Europeo del 2016, l’Olanda resta fuori anche dal Mondiale 2018. I motivi del fallimento

Dopo l’Europeo del 2016, l’Olanda è ufficialmente fuori anche dal secondo grande torneo internazionale. Niente Mondiale, ancora una volta i tifosi degli Oranje dovranno passare l’estate sul divano delle loro case. Non capitava da oltre trent’anni, dagli ottanta, quelli immediatamente seguenti al calcio totale, alla generazione d’oro, che gli olandesi mancassero un Europeo ed un Mondiale consecutivamente. In quel periodo fecero addirittura tris, prima di vincere poi l’Europeo del 1988 con l’altra generazione d’oro. Davvero inimmaginabile se si pensa che i Paesi Bassi erano reduci da una finale persa nel Mondiale 2010 e un terzo posto nel Mondiale 2014.

Confusione“, è questa la parola che ha segnato questi due anni che dovevano in qualche modo rilanciare il calcio olandese. Tanta, troppa, a volte inspiegabile. Scelte difficili da capire e al limite dell’ingiustificabile. Ben 4 gli allenatori cambiati: dopo il fallimento di Guus Hiddink nelle qualificazioni a Euro2016, il suo vice Danny Blind diventa il nuovo ct. Le sconfitte contro Francia in casa e Bulgaria in trasferta gli costano la panchina. Al suo posto temporaneamente Fred Grim, prima di lasciare spazio all’esperienza di Dick Advocaat. Ma ormai il danno era fatto. Proprio le sconfitte di Blind contro Francia e Bulgaria risulteranno decisive ai fini della qualificazione.

Dicevamo della confusione. Ben 3 i portieri utilizzati in queste qualificazioni: Stekelenburg, Zoet e Cillessen, segno di come anche da questo punto di vista ci sia stata poca programmazione e lungimiranza. Tanti gli esperimenti fatti, soprattutto in difesa, ma pochi gli effettivi risultati ottenuti; ben 12 le reti subite in 10 partite. Per le ultime due gare del girone, in Nazionale è rientrato – subito da titolare – Ryan Babel, che non vestiva l’arancione dal 2011. Indubbi i meriti, citofonare casa Besiktas per saperne di più, ma la sua chiamata è lo specchio della confusione che regna.

L’Olanda deve ripartire dai tanti giovani che emergono ogni anno in Eredivisie. Dalla generazione dei De Ligt (’99), Van de Beek (’97) e Kluivert (’99), trio che tanto bene sta facendo all’Ajax. Il talento di Robben verrà rimpianto, ma Propper e Promes hanno già lasciato intravedere buone cose. Strootman e De Vrij dovranno essere i leader carismatici di questa nazionale.


Fonte foto: uefa.com