C’era una volta…”Pinturicchio” Alex Del Piero: l’uomo che dipingeva calcio

C’era una volta…”Pinturicchio” Alex Del Piero: l’uomo che dipingeva calcio

Compie oggi 43 anni l’indimenticabile ed indimenticato capitano della Vecchia Signora. Alessandro Del Piero, detto “Pinturicchio”

Anche se ormai sono passati più di 5 anni da quel giorno, nella memoria di tutti i tifosi bianconeri è ancora vivo il ricordo dell’ultima partita in Serie A di Alessandro Del Piero: l’eterno capitano bianconero. Serie A, 13 maggio 2012, Juventus-Atalanta: è la gara d’addio di colui che per 19 anni ha difeso la maglia bianconera con onore, indossando per 11 anni la fascia di capitano sempre con grande lealtà e sportività. Quella partita è come l’ultimo atto di un lungo bestseller e, come ogni finale che si rispetti, è un lieto fine: Pinturicchio segna la rete del 2-0 e la numero 290 in maglia bianconera.

Alex è già leggenda, ma in quel momento lo è ancora di più. Al minuto 57 abbandona il terreno di gioco in lacrime, acclamato dal popolo come solo un vero leader può. Per molti quel giorno segna la fine di una vera e propria epoca, fatta di vittorie e trionfi, ma anche lacrime: Alex ha sposato la Vecchia Signora e ha giurato di esserle fedele nella buona e nella cattiva sorte. Così è stato.

Alessandro Del Piero nasce a Conegliano, in Veneto, il 9 novembre del 1974 e sin da giovanissimo si appassiona al calcio. La prima squadra nella quale gioca Alex è quella del suo comune, San Vendemiano, per poi passare al Padova: lì, dopo aver completato le giovanili, nel 1993 viene acquistato dalla Juventus di Boniperti per 5 miliardi di lire. Da quel giorno la vita di Del Piero cambia completamente: ora si trova in una grande squadra e vuole dimostrare a tutti di poter essere il migliore, sempre lavorando duro e a testa bassa. Alla seconda partita in campionato Pinturicchio mette a segno la sua prima rete in maglia bianconera nella sfida contro la Reggiana dopo essere subentrato a Ravanelli: quello è solo la prima di moltissime altre gioie regalate ai tifosi.

Alex scala rapidamente le gerarchie all’interno dello spogliatoio e da subito lavora con grande serietà, mettendosi a disposizione dell’allenatore e della squadra, comportandosi da vero leader. Del Piero gioca, segna e vince. Si inventa addirittura un tiro tutto suo: il “Gol alla Del Piero“. Se non ne avete mai sentito parlare non potrete mai dire di aver visto come si calcia un pallone. Nel 1996 arriva addirittura il trionfo in Champions League, seguito da quello nella Supercoppa UEFA e nella Coppa Intercontinentale: Alex però non si accontenta, ha fame di gol e di vittorie.

Nel 2001 Pinturicchio viene promosso capitano e guida subito la sua squadra al successo in campionato per due anni consecutivi. Un lustro dopo, però, un vero e proprio terremoto scuote la Serie A: è il 2006 e lo scandalo Calciopoli è appena venuto a galla. L’Italia però ha un mondiale in Germania da disputare e Alex è tra i convocati di Marcello Lippi: proprio colui che gli affidò per primo la fascia di capitano della Juventus. A tutti quanti sembra evidente la sofferenza di Alex per quanto successo alla Vecchia Signora ma il capitano sa che la nazionale ha bisogno anche di lui. Pinturicchio dunque decide di prendere l’Italia per mano e portarla a Berlino:Andiamo a Berlino Beppe, andiamo a Berlino“. Il gol del 2-0 contro la Germania è storia. Poi in finale, beh, sappiamo tutti com’è andata a finire.

A 32 anni Del Piero ha vinto praticamente tutto e, dopo il trionfo nella Coppa del Mondo, il capitano si riveste di bianconero per aiutare la Juve ad abbandonare il prima possibile l’inferno della Serie B: una Signora non si lascia mai sola. La sua classe era sopraffina e le giocate erano degne di un’artista: fu Gianni Agnelli a soprannominarlo Pinturicchio per il suo stile e la sue eleganza nel gioco. Le traiettorie che disegnava erano magiche e le reti che segnava erano da lustrarsi gli occhi. Un talento apprezzato ovunque nel mondo, un orgoglio del Made in Italy: le standing ovation ricevute da avversario al Santiago Bernabeu e all’Old Trafford sono più che semplice storia.

Nemmeno un singolo tifoso della Juventus ha dimenticato e mai dimenticherà quello che Del Piero ha fatto per loro, così come nessun italiano scorderà mai quel gol contro la Germania: Alex è leggenda e le leggende resistono per sempre. Tanti auguri a “Pinturicchio” Alex Del Piero: l’eterno capitano bianconero.


💊Pillola di Fanta

Un giocatore di una classe straordinaria, in grado di cambiare da solo una partita con una giocata delle sue. Maurizio Mosca diceva: “Aaah come gioca Del Piero” ed in effetti vederlo giocare era un vero e proprio spettacolo: chiunque lo abbia visto in campo può davvero ritenersi fortunato. Ogni lancio lungo, ogni punizione erano una pennellata degna del miglior artista: Alex, semplicemente, disegnava calcio. PINTURICCHIO