Italia, senza Mondiale che si fa? Le nostre cinque idee per trascorrere l’estate lontano dalla Russia

Italia, senza Mondiale che si fa? Le nostre cinque idee per trascorrere l’estate lontano dalla Russia

La sconfitta contro la Svezia ci mette nelle condizioni di dover pensare seriamente ad un’estate senza Mondiale

Non ci volete credere. Vi siete svegliati questa mattina con un mal di testa orribile non soltanto per la sbornia post venerdì sera (non avete più l’età per reggere quei due Spritz), ma anche e soprattutto per qualcosa che è successo a Solna. Controllate e ricontrollate la vostra bacheca Facebook e tra un ‘buongiornissimo’ e l’altro vi rendete conto che è tutto vero: l’Italia ha perso contro la Svezia e adesso rischia seriamente di non partecipare alla Coppa del Mondo 2018. Vi sentite così gonfi e malconci oggi, come se quella gomitata di Toivonen fosse arrivata dritta sul vostro naso e non su quello di Bonucci (frattura del setto nasale per lui)

Nessun dramma, ovviamente. Ancora c’è un ritorno da giocare in un San Siro che sarà ancora più caldo della Friends Arena di ieri sera (che per inciso, di amichevole non aveva proprio nulla). Basterà batterli con 2 o più gol di scarto, basterà essere davvero Italia. Ma di questi tempi la vera Nazionale non si vede da un po’, e allora è giunto il tempo di chiedercelo sul serio: ma quest’estate, senza Mondiali, che si fa? Già, una domanda che gli italiani non si ponevano da quasi 60 anni, ossia dal 1958 e dall’ultima kermesse internazionale che non ha visto partecipare la nostra selezione. Una domanda che rischia di diventare il tormentone di questa stagione, come il E allora che si fa a Capodanno/Ferragosto?(scegliete a piacere la vostra festività ‘preferita’ da organizzare, ndr)Ma non fatevi prendere dall’ansia, come al solito ci abbiamo pensato noi della redazione Calcio D’Angolo a raccogliere le migliori idee per passare un’estate 2018 senza buttare l’occhio al Mondiale in Russia. Nella speranza che questa lista non vi serva mai, un po’ come quella che vi lascia vostra moglie per mandarvi a fare la spesa e che puntualmente perdete nel tragitto casa-macchina.

1. Andare in Costa Smeralda con Borriello e Adriano

(Attenzione: non consigliato per i deboli di cuore e di fegato). Già, perché passare 30 giorni in compagnia dei due bomber per antonomasia non è proprio come mandar giù un bicchier d’acqua. Anzi, di bicchieri d’acqua probabilmente ne vedrete ben pochi. Marco Borriello e Adriano sono ormai diventati da qualche anno a questa parte i re delle spiagge di tutto il mondo, con le loro partite di beach soccer, i loro party a base di alcool, decantazioni della Divina Commedia e, specialmente per il secondo, cibo a volontà. E se proprio non potete farne a meno, riuscirete anche a fare una coreografia con il maestro Gianluca Vacchi. Ah, senza dimenticare ciò che a voi piace così tanto e di cui ne siete intenditori. Anche perché la Sardegna e la Costa Smeralda ne è veramente piena, specialmente in estate. Suggerimento? Inizia per ‘F’… 

 

 

 

Different types of cheese over old wooden table.

Ovviamente il formaggio. A cosa stavate pensando?

2. Farvi una cultura

Lo sappiamo, ci siamo passati tutti: quando i vostri amici parlano di arte e filosofia vi sentite più in difficoltà di Hysaj alle prese con un cross. Per questo motivo l’estate 2018 potrebbe essere la vostra occasione per riuscire a colmare quei vuoti lasciati dalla quinta elementare che avete dovuto ripetere 4 volte perché vi piaceva troppo. Visitate città culturali e d’arte, andate a Londra, Parigi, Firenze, Atene o Canicattì (no, non è soltanto un modo di dire: esiste davvero e si trova in provincia di Agrigento). Scoprirete quante bellezze vi siete persi in questi anni e che probabilmente il calendario Max 2008 non è la cosa più spettacolare che voi abbiate mai visto.

3. Fingervi francesi

“E perché mai?”, vi starete chiedendo. Passare per quegli odiosi e spocchiosi dei nostri cugini, che al Mondiale ci andranno e saranno pure tra le Nazionali favoriti? L’arcano è presto svelato: non c’è niente di meglio di entrare nel peggior Bistrot della zona 5 di Parigi, fingersi tifosi dei blues durante la finale (a questo punto già scritta) tra i nostri acerrimi nemici e il Brasile, ed esplodere al 120° minuto quando Neymar (si, proprio lui!) la decide con un gol palesemente di mano e anche in posizione di fuorigioco. Perché, parliamoci chiaro: se proprio non possiamo tifare Italia, non ci resta che gufare la Francia.

4. Educare i vostri figli a menare

Non fraintendeteci. Ma prendiamo per un attimo le parole del vulcanico Pochesci: “Ce semo fatti menà! In Italia non sappiamo più menare, siamo tutti dei pariolini”. E se siete orgogliosamente italiani e nazionalpopolari, questa amara verità non può che bruciarvi dentro come la peperonata ‘light’ di zia Carmela. Eravamo i bulli del calcio, adesso siamo bullizzati. Cose da far rabbrividire gli amanti del caro catenaccio e della marcatura a uomo (detta oggi stalking). Ci prendono a pallonate anche gli svedesi, quelli biondi e perfettini, quelli che eccellono in tutte le materie: salute, Pil e qualità della vita. Così non va, e l’estate è il momento migliore per educare una nuova generazione di ‘picchiatori’. Prendete i vostri figli e fate il bene della Nazione: non mandateli ai vari grest o colonie estive, piazzateli davanti alla tv e fategli vedere una carrellata di video d’autore, come Gentile che marca Maradona al Mondiale o una compilation di entratacce di Materazzi, Stam e Montero. Poi portateli al campetto più vicino: sarete così orgogliosi quando entrerà a piedi uniti sul suo compagnetto di classe. Ecco, ci avete fraintesi.

5. Mettere in loop i video del Mondiale 2006

“Palla tagliata, messa fuori. C’è Pirlo, Pirlo, Pirlo, ancora Pirlo di tacco, tiro… GOOOOOOOL”. Non potete non saperla a memoria, perché il gol di Grosso è uno di quegli eventi che è rimasto nella memoria collettiva di tutti gli italiani, tifosi di calcio e non. Come il lancio delle monetine contro Craxi all’uscita dell’Hotel Raphael, o come Zequila che grida “Mai più!” contro Pappalardo. E allora non ci resta che rivederle ancora, e ancora, e ancora, e ancora. Partendo dal gol di Pirlo (ritiratosi proprio in questi giorni), passando per Iaquinta, Gilardino, Materazzi, Inzaghi, Totti e il suo sguardo glaciale. E poi Zambrotta, Toni che la timbra due volte, fino a Grosso, Del Piero, ancora Materazzi e infine la lotteria dei rigori (Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero, Grosso). Rendendovi conto che nonostante siano passati 10 anni, avete ancora la pelle d’oca. E che un Mondiale senza di noi no, non può affatto esistere. Altrimenti chi la butta fuori la Germania? E allora forza azzurri! Battiamo gli svedesi e vendichiamoci di tutte quelle strazianti domeniche passate all’Ikea!