Italia-Svezia, come cambiano gli azzurri senza Marco Verratti

Italia-Svezia, come cambiano gli azzurri senza Marco Verratti

Dopo la seconda ammonizione di ieri sera, il centrocampista del Psg non giocherà il ritorno a San Siro: ecco cosa può cambiare

Senza troppi giri di parole, la partita di ieri sera dell’Italia contro la Svezia è stata a dir poco deludente. Male sotto tutti i punti di vista, abbiamo sofferto la fisicità – e non solo – degli scandinavi, e non siamo mai stati in grado di prendere delle contromisure adeguate. Come se non bastasse, abbiamo fallito anche sul piano mentale. Già, perché se c’era un giocatore azzurro che non doveva prendere un cartellino giallo quello era Marco Verratti, diffidato. Il centrocampista del Paris Saint Germain ha però commesso un inutile fallo in scivolata nella metà campo avversaria dopo appena una ventina di minuti, ed è stato come previsto ammonito. Se c’è la necessita di fare un fallo tattico lo si fa senza problemi, ma una sciocchezza del genere rischia di costar caro a tutta la nazionale. Squalificato, Verratti infatti non ci sarà infatti lunedì sera a San Siro per il ritorno del playoff. Ventura dovrà dunque pensare in queste ultime ore a come sostituire l’ex Pescara, che per caratteristiche non ha eguali al momento in rosa.

Diverse sono le opzioni su cui potrebbe puntare l’ex allenatore del Torino. Dovesse decidere di mantenere il 3-5-2 adottato ieri sera in Svezia, Ventura deve scegliere un’altra mezzala. Escludendo Jorginho – che può giocare solo da regista, e quindi eventualmente al posto di De Rossi – gli unici due candidati sono Florenzi – che nella Roma non gioca in quel ruolo da tempo – e Gagliardini – che nell’Inter gioca in un centrocampo a due. Stessa cosa accadrebbe qualora il ct decidesse di varare il tanto richiesto 4-3-3, poiché sempre tre centrocampisti sono necessari: il giallorosso o il nerazzurro giocherebbero dunque al fianco di De Rossi – o Jorginho – e Parolo.

La terza opzione prevede invece un drastico cambiamento di modulo. Ventura potrebbe optare infatti per un ritorno al “suo” 4-2-4, o per un più spregiudicato 3-4-3, poiché – diciamocelo chiaramente – arrivati a questo punto c’è ben poco da difendere. In entrambi i casi il centrocampo dell’Italia passerebbe a due, e quindi la scelta ricadrebbe con tutta probabilità nuovamente su De Rossi e Parolo, con sia Florenzi che Gagliardini inizialmente in panchina. Nel primo caso, il prescelto a sostituire Verratti sarebbe quindi Lorenzo Insigne: il talento del Napoli si posizionerebbe esterno sinistro con Candreva a destra, ed in mezzo appunto i due centrocampisti predetti. Nel secondo caso, invece, oltre ad Insigne servirebbe la presenza anche di un altro esterno: El Shaarawy, Bernardeschi o Florenzi. Con il 3-4-3, davanti alla BBC ci sarebbero infatti sempre De Rossi e Parolo, con ai lati Darmian e Candreva – o Florenzi – e in attacco il tridente formato da Insigne, Immobile – o Belotti – e uno tra El Shaarawy e Bernardeschi – o lo stesso Candreva, qualora dovesse giocare Florenzi basso.


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Bel problema anche questo per Ventura. Oltre alla scelta del modulo, è fondamentale che il ct non sbagli la scelta nell’uomo che dovrà sostituire Marco Verratti – giocatore comunque unico per caratteristiche. Diversi sono gli accorgimenti tattici possibili, ma ormai quello che conterà di più sarà la testa. Testa e cuore. L’Italia adesso rischia davvero. Rischia di inciampare in una figuraccia che andrebbe oltre quella del 1950. Indipendentemente da chi scenderà in campo dal primo minuto a San Siro, servirà l’aiuto di tutti. ORGOGLIO AZZURRO