Milan, secco ‘no’ per il voluntary agreement: si rischia l’esclusione dalle coppe

Milan, secco ‘no’ per il voluntary agreement: si rischia l’esclusione dalle coppe

La UEFA sarebbe orientata a dire no alla richiesta presentata dai dirigenti rossoneri per il voluntary agreement. Tra le possibili sanzioni la squalifica dalle coppe in corso e l’esclusione in futuro

Dalla Spagna arrivano notizie sconvolgenti per i tifosi del Milan: i rossoneri rischiano di restare fuori dall’Europa. Secondo Marca, non sarebbe andata in porto la richiesta fatta dai dirigenti rossoneri del voluntary agreement ai rappresentanti del Financial Body dell’UEFA.

Le argomentazioni e le carte presentate dalla società non hanno convinto gli esperti della federazione continentale e ora il Milan, in attesa che si pronunci il comitato di disciplina, teme una sanzione che potrebbe significare l’esclusione dalle coppe europee” afferma l’UEFA. Ora il rischio è che si passi dal voluntary agreement, che tanto voleva Marco Fassone al “settlement agreement“.

Ma quali sono le differenze tra questi due accordi? Il V.A. è un accordo dove un club, che già sa di non rispettare i parametri UEFA, si autodenuncia per stipulare un piano di rientro quadriennale. Durante questo piano gli viene concesso di utilizzare il fatturato, unicamente per finanziare il calciomercato o comunque le maggiori spese; il S.A. si caratterizza per essere una vera e propria sanzione inflitta dalla UEFA, ma “concordata” con il club e può sfociare in diverse misure: multa, decurtazione punti, divieto di iscrizione di nuovi giocatori nella lista UEFA, squalifica dalle competizioni in corso e/o esclusione dai futuri tornei.

Cosa non avrebbe convinto l’UEFA dell’istanza presentata dal club rossonero? Sempre secondo Marca, la UEFA ritiene che il progetto cinese sia troppo dipendente dai risultati sportivi a breve termine: le ipotesi presentate dai dirigenti rossoneri sarebbero più prudenti di quelle presentate a giugno, prevedendo la probabile non qualificazione alla prossima Champions League. Il rischio resta comunque alto per la UEFA. Inoltre, non sembrano chiare le modalità del passaggio del club da Fininvest alla società cinese, così come le operazioni di mercato estive. Importanti interventi, che l’UEFA non ritiene compatibile con le norme del FFP, avendo in parte esposto la società a una perdita di 32 milioni di euro nel primo bilancio semestrale del 2017.