Napoli, da panchinaro a leader: Insigne, ora tocca a te

Napoli, da panchinaro a leader: Insigne, ora tocca a te

Per ottenere i tre punti sabato sera contro il Milan, Sarri si affida al solito Insigne: questo è il momento di rialzarsi

Lasciatosi alle spalle – più o meno – la delusione del playoff perso contro la Svezia, insieme al suo compagno di club Jorginho, Lorenzo Insigne è tornato a Castel Volturno per allenarsi con il suo Napoli. Sabato sera è infatti in programma una partita molto difficile: al San Paolo arriva il Milan di Vincenzo Montella, che ha un disperato bisogno di punti. A differenza di quanto accaduto nelle due partite contro gli scandinavi, l’ex Pescara sarà ovviamente della partita. Non starà in panchina, ma in campo. Titolare. Non starà interno, ma esterno. Largo a sinistra. Come al solito.

Dopo aver giocato appena un quarto d’ora fra andata e ritorno, Insigne vorrà di certo rifarsi e risollevarsi da questo fallimento – personale e collettivo. Per sfortuna dei rossoneri, questa partita arriva subito dopo la cocente sconfitta della nazionale. Lorenzo “Il Magnifico” sarà a dir poco indiavolato per come sono andate le cose; non vedrà di certo l’ora di sfogarsi e di lasciar andare tutta la tensione e la rabbia accumulata in questi giorni. E, cosa più importante, vorrà dimostrare a Ventura che si sbagliava. Vorrà dimostrare a tutti quanti – egoisticamente – che con lui in campo dal primo minuto avremmo avuto qualche possibilità in più. Si posizionerà chiaramente largo a sinistra, a pestare la linea laterale e a ricever palla con la schiena alla riga, ed una volta controllato lo strumento punterà l’uomo. Costantemente. Ogni volta.

Nonostante il mezzo passo falso a Verona contro il Chievo, il Napoli è ancora primo in classifica in vantaggio di una lunghezza sulla Juventus. Uno dei maggiori protagonisti della formazione di Sarri è stato fin qui proprio il classe 1991, che in 12 partite di campionato ha totalizzato 3 gol e 4 assist vincenti. A differenza dell’ex ct, Insigne è un imprescindibile del tecnico toscano. Oltre ad aver sempre giocato in tutte le competizioni in quest’avvio di stagione, l’esterno partenopeo ha fatto registrare 37 presenze su 38 partite nel campionato scorso. Tutte, rigorosamente, da titolare. Insomma, se il Napoli deve vincere lo scudetto, questo è l’anno buono. E se questo è l’anno buono, uno dei pochi che possono stabilirlo è proprio Lorenzo Insigne.


💊 Pillola di Fanta

Paradossalmente, questi pochi minuti giocati in due partite così toste ed intense con la nazionale potrebbero avergli fatto bene. Di certo, non dal punto di vista mentale. Ma, probabilmente, dal punto di vista fisico sì. Il classe 1991 si è infatti riposato, a differenza di avversari come Bonucci, Rodriguez e Kalinic – che sono stati impegnati nei playoff. Verso l’ultima mezz’ora, la condizione fisica potrebbe avere il sopravvento. Lì Insigne, mediamente più fresco, dovrà esser bravo ad approfittarne. PARADOSSO