Roma, Dzeko: “Sono stato vicino all’addio dopo il mio primo anno”

Roma, Dzeko: “Sono stato vicino all’addio dopo il mio primo anno”

L’attaccante giallorosso si racconta in un’interessante intervista: dalle critiche ai tifosi, dal campionato al derby, dal mercato al Var

La Roma è in una grande condizione, sia fisica che mentale. Questo è merito soprattutto del suo bomber, Edin Dzeko, a quota 7 gol in campionato. Dopo la grandissima stagione dell’anno scorso con 39 gol totali, il bosniaco vuole dunque ripetersi. Ma le cose non sono sempre andate così, soprattutto nella sua prima stagione nella Capitale. “Il primo anno non stavo bene fisicamente. Al Manchester City sapevano che sarei andato via, quindi in estate non mi hanno fatto giocare molto. In più non segnare ti pesa mentalmente. Io accetto le critiche degli addetti ai lavori, ma non parte di coloro che non ne capiscono nulla” – spiega il numero 9 giallorosso al quotidiano tedesco “Kicker”, che poi continua – “Dopo quella brutta stagione ero vicino all’addio, ma non sono uno che molla. L’estate seguente ho lavorato come si deve e mi sono rilassato psicologicamente. La gente deve però capire che non siamo dei robot: anche noi possiamo sbagliare e non segnare per qualche partita“.

L’ex centravanti del Wolfsburg si concentra poi sui tifosi a Roma. “Qui la gente ama molto il calcio, a volte in maniera esagerata. Per me è impossibile andare a cena in centro, perché verrei sommerso di persone. Qui comunque io e la mia famiglia viviamo bene, anche il tempo ci piace. I tifosi sono molto caldi, ed hanno reso l’addio di Totti davvero molto emozionante: stavo per piangere. Lui è una leggenda e sapeva che era il momento giusto per smettere” – illustra Dzeko, che si prepara al derby con la Lazio di sabato – “Chi non vive il derby non può capirlo. Se lo vinci, la vita ti sembra più bella. Per fortuna ora non ci sarà più lo stadio vuoto: era una tristezza prima“.

Il bosniaco sposta quindi l’attenzione sul campionato, paragonandolo ai due in cui ha già militato, Bundesliga e Premier League. “Gli allenamenti più duri gli ho fatti in Germania, ma poi sono stati ripagati con la vittoria del titolo. L’Inghilterra invece è il limite estremo: lì si gioca il calcio totale. In Italia infine ho imparato tante cose, anche se può esser noioso per i molti tatticismi. Quest’anno il campionato è più equilibrato, ma la Juventus è sempre la favorita. Io comunque mi sento molto bene: ho ancora un paio d’anni per portare lo scudetto a Roma” – ammette Dzeko, che accenna anche alla novità accolta quest’anno dalla Serie A – “Il Var è strano, perché quando segni non sai se esultare subito o aspettare l’arbitro: dobbiamo ancora abituarci. Non bisogna comunque usarlo troppo“. Infine, il classe 1986 ci tiene a rilasciare un rapido commento sul mercato, che quest’estate ha battuto ogni record toccando cifre folli: “Il mercato è falsato. Nessuno dovrebbe valere 222 milioni. Qualche anno fa con 30 milioni prendevi un grande attaccante, ora con 50 prendi un buon difensore. Questo gioco purtroppo è ormai sempre più un business“.


💊 Pillola di Fanta

Dzeko è molto carico. La squadra gioca per lui, e il bosniaco lo sa. In quasi due stagioni e mezze con la maglia giallorossa, il centravanti ha totalizzato 79 presenze e 44 gol in campionato. Fermo a 7 reti stagionali in Serie A, l’ex Manchester City vuole proseguire la sua corsa al titolo di capocannoniere già sabato alle 18 contro la Lazio. ARIA DI DERBY