Feyenoord-Napoli 2-1: il sogno azzurro si infrange tra i tulipani

Feyenoord-Napoli 2-1: il sogno azzurro si infrange tra i tulipani

La squadra di Sarri non va oltre il pari in Olanda e la vittoria interna dello Shakhtar sbatte i partenopei fuori dagli ottavi

Il Napoli si ferma. Il sogno e la speranza di un popolo intero appassiscono al cospetto della cruda realtà. Il gol di Zielinski a freddo aveva illuso tutti, compreso uno Shakhtar capace di domare il City di Guardiola senza troppi problemi. Agli azzurri l’onore delle armi, ma i rimpianti ci sono eccome. L’andata contro gli ucraini – soprattutto –  e la partita di stasera. Sarri e i suoi hanno steccato più della metà delle sfide del girone, non meritando certamente una sorte migliore. L’Europa League è l’amara pillola di consolazione inghiottita da una squadra che, sulla carta e non solo, avrebbe dovuto mostrare molto ma molto di più.

Per la sfida più importante della stagione, Maurizio Sarri vara alcune sorprendenti novità nell’undici iniziale. Non c’è Insigne, afflitto da guai muscolari. Sarà Zielinski ad occupare il suo posto da esterno di fascia, con Allan moto perpetuo di fianco al rientrante Diawara. Van Bronckhorst, tecnico degli olandesi, si affida alla verve di Vilhena e alla vivacità dei laterali Berghuis e Boetius.

Il match si apre come meglio non potrebbe per i partenopei. Sugli sviluppi di un calcio di punizione defilato, Piotr Zielinski è il più lesto di tutti ad avventarsi sulla palla, bucando l’incolpevole Vermeer. Il vantaggio prematuro carica gli azzurri, che vanno più volte vicini al vantaggio con Callejon e Mertens – su quest’ultimo è provvidenziale l’intervento del portiere di casa. La squadra di Sarri prova a gestire ritmo e possesso come suo solito, ma la notizia del doppio vantaggio dello Shaktar sembra ripercuotersi sul prato di Rotterdam. Al 33′ è Jorgensen a regalare il pareggio ai suoi, con uno stacco imperioso su cross ben indirizzato dal vivace Berghuis. La prima frazione cala il sipario sul risultato di 1-1.

Nella ripresa, il Napoli produce il massimo sforzo per provare a prendersi i tre punti, ma le notizie che arrivano da Kharkhiv non inducono a sperare. Ci provano Allan, Mertens e Rog, ma in più di un’occasione Vermeer si mostra attento e concentrato. Le energie calano e il Feyenoord trova addirittura il coraggio per andare a vincerla, nonostante l’inferiorità numerica causa doppio giallo a Vilhena. Il City accorcia le distanze con Aguero – su calcio di rigore – mentre il Napoli si fa pizzicare dal neo entrato St Juste sugli sviluppi di un corner, sul quale la difesa ospite rimane colpevolmente a guardare. Finisce il sogno azzurro. L’impresa titanica non si concretizza e la sconfitta di Rotterdam, oltre alla mancata qualificazione agli ottavi, rischia di aprire crepe preoccupanti nell’edifico tattico del Napoli di Maurizio Sarri.

💊 Pillola di Fanta

Per gli azzurri è arrivata la quarta sconfitta in sei partite del girone di qualificazione. Le due vittorie, contro Shakhtar e Feyenoord tra le mura amiche, sono entrambe testimonianze di significati antitetici. Da un lato, c’è la consapevolezza assoluta della superiorità tecnica e organizzativa dei partenopei rispetto a olandesi e ucraini. Dall’altro, c’è lo scontro ineluttabile con una realtà ben più avara di emozioni. Gli azzurri hanno steccato clamorosamente le due trasferte, peccando probabilmente di presunzione e arrivando con le batterie scariche alle partite cruciali. RIMORSI E RIMPIANTI