Cagliari, Rafael: “Il mio idolo è Taffarel ma Buffon è il migliore di sempre”

Cagliari, Rafael: “Il mio idolo è Taffarel ma Buffon è il migliore di sempre”

Il portiere rossoblu si racconta in una lunga intervista e parla dei suoi idoli e dei suoi sogni: “Facevo l’attaccante ma non segnavo mai, così sono passato tra i pali”

La stagione del Cagliari è stata travagliata sin dalle primissima battute, quando alla guida tecnica dei rossoblu c’era Massimo Rastelli. Tuttavia, dopo l’approdo di Diego Lopez, le sorti della formazione sarda si sono lievemente risollevate e ora la squadra si trova in 16^ posizione con 5 punti di vantaggio sulla zona rossa. Uno dei giocatori rossoblu più in forma è proprio l’estremo difensore sardo che, a discapito delle reti subite, ha sempre fornito prestazioni all’altezza: 12 dei 20 punti conquistati dai rossoblu finora li ha portati proprio lui. Rafael si è raccontato in una lunga intervista rilasciata a GianlucaDiMarzio.com, ecco le sue parole:

Sul meriti propri e della squadra: “Sembrerà una risposta scontata ma voglio condividere i meriti di quei 12 punti con i miei compagni. Quando si fanno punti significa che ognuno ha fatto il suo dovere: io sono parte della squadra, ho fatto solo il mio“.

Sul recente rinnovo contrattuale: “Sono molto contento di questo rinnovo perché è capitato in un periodo dell’anno in cui i club fanno le loro valutazioni e significa che mi apprezzano. Io non posso che essere felice, qui mi trovo a casa. Due anni fa ho scelto Cagliari per merito del presidente. Mi ha convinto lui, mi ha chiamato e ha voluto vedermi di persona. Mi sono bastati pochi minuti per dire di sì, il suo entusiasmo e il suo progetto mi hanno convinto. Al resto ci ha pensato la piazza. Mi ha impressionato subito il calore dei tifosi, la bellezza della città, il clima: impossibile non rimanere incantati“.

Sulle sue doti da para rigori:In settimana ci lavoriamo tantissimo con David Dei, che ci tiene a questo aspetto. Studiamo i video, gli avversari, è fondamentale per capire come giocartela nel momento che te li trovi di fronte. Ogni attaccante ha la sua tecnica, anche psicologica. Puoi guardare i video, fare percentuali, ma alla fine conta tantissimo il momento. Ci vuole anche intuito e un po’ di fortuna. Quanto allo sguardo molti mi dicono che ho occhi da pazzo: è l’adrenalina della partita, ti mette talmente in tensione che non senti niente. Sei concentrato sulle giocate e sulle azioni ed è un bene. Poi quando mi guardo a fine partita mi faccio paura pure io“.

Su come è diventato portiere:Ho iniziato come attaccante, nel Nacional, una piccola squadra di San Paolo. Dato che di segnare non se ne parlava neanche decisi di passare al calcetto e mi misero in porta. Da quel momento lì mi sono innamorato del ruolo e scelsi di fare il portiere anche nel calcio a 11, sempre nel Nacional“.

Sul titolo al primo anno con il Santos:Era un periodo difficile a livello economico e la società decise di portare gran parte della Primavera in squadra: fui promosso anche io. Riuscimmo a levarci belle soddisfazioni e battere anche squadre importanti e arrivare in finale. Diego, Robinho, Alex, Elano… tanti talenti, vincemmo lo scudetto: è stato un momento bellissimo della mia carriera. Lì ho capito la bellezza del calcio. Vinsi subito con la mia squadra del cuore“.

Sui suoi idoli:Il mio idolo è sempre stato Taffarel. E’ stato un modello per tutti i portieri della mia generazione, il primo a imporsi anche in Europa. Da quando sono in Italia, invece, il mio idolo e il mio modello è Gigi Buffon. Lo seguivo già dal Brasile, ma vederlo da vicino è tutta un’altra cosa. E’ il portiere più forte di tutti i tempi, un’icona mondiale“.

Sul paragone tra Alisson ed Ederson:Sono due portieri fortissimi. Con Alisson mi ritrovo spesso a parlare perché prendiamo lo stesso aereo. Con la Roma sta dimostrando di essere un grande portiere e credo che il selezionatore Tite abbia una preferenza per lui. Ederson ha fatto una strada diversa. E’ arrivato in Europa giovanissimo, si è rilanciato nel Benfica e adesso è uno dei migliori portieri del mondo. Penso che il Brasile sia a posto per i prossimi 10 anni“.

Sui riti prepartita: “Nello spogliatoio ho la bibbia. Prima di entrare in campo con la mano destra tocco la riga. Poi in porta entro centrale, fissando il dischetto i pali e la traversa e poi poggio asciugamano e guanti di riserva nel lato sinistro. Infine prima del fischio guardo in alto e ringrazio il signore che mi ha permesso di fare di una grande passione il mio lavoro“.


💊Pillola di Fanta

È uno degli elementi più importanti della formazione sarda e con le sue parate ha portato 12 dei 20 punti conquistati finora dalla squadra. Una delle caratteristiche principali di Rafael è quella di essere un grande para rigori e per il fantacalcio si tratta di una dote non indifferente per un portiere. VALE UN TENTATIVO