Milan, così Calhanoglu diventa letale: talento al servizio del collettivo

Milan, così Calhanoglu diventa letale: talento al servizio del collettivo

La crescita del talento ex Bayer Leverkusen è tutta nel lavoro maniacale del suo allenatore. Ecco come Gattuso ha plasmato il suo numero ’10’

Si sta prendendo il Milan e lo sta facendo in punta di fioretto. Hakan Calhanoglu è lo spirito rossonero del Natale passato, quello che arriva senza preavviso, quando tutti lo davano per morto e spacciato. Nella crescita dell’ex Leverkusen, c’è tanto Rino Gattuso. Un allenatore fin troppo sottovalutato, ma che ha saputo ridare anima e fiato ad una squadra schiacciata sotto le pressioni del proprio valore economico. Calhanoglu è uno dei quei calciatori da “prendi o fuggi”, uno da amare e odiare contemporaneamente. Ma forse, quel sentimento di amore e odio non può essere commistionato. Ed ecco perché “Ringhio” ha deciso di ridare fiducia ad un talento afflitto nel morale e nel piglio tattico dalle critiche d’inizio anno. Lui, Calhanoglu, che di tattica non vuol proprio sentir parlare. Lui, Calhanoglu, anarchico fino al midollo e allergico alle restrizioni da lavagnetta. Il cambio di atteggiamento del talento turco e le tre vittorie consecutive non possono che essere figli dello stesso parto.

Nelle idee iniziali di Vincenzo Montella, Calhanoglu avrebbe dovuto occupare la zona antistante il terminale offensivo nel 3-5-1-1. Tuttavia, a causa dei numerosi problemi fisici del ’10’ e degli inconvenevoli tattici della difesa a tre, il ragazzo non si è mai sentito a suo agio. Nel Milan camaleontico d’inizio stagione, un posto per Calhanoglu semplicemente non c’era . Neppure da mezz’ala, dove obbiettivamente non avrebbe garantito la giusta dose di equilibrio nelle due fasi.

Eppure, nel Milan che ha graffiato la Lazio ieri sera, c’è spazio addirittura per un Calhanoglu in versione “tuttocampista“. Attacca, difende, dribbla, tira, retrocede e dà pure una mano ai suoi compagni. Il cambio pelle di un calciatore talmente sui generis non può che far accendere la lampadina sul lavoro maniacale compiuto dal suo allenatore. Un lavoro al dettaglio, che sta portando i suoi frutti in un Milan del tutto nuovo. Integrazione tattica e aderenza mentale alle due fasi non sono roba per tutti, ma la buona volontà del calciatore – e un inevitabile cambio di approccio dello stesso – hanno fatto la differenza. L’ex Bayer, infatti, ama agire in quella Terra di Mezzo tra centrocampo e difesa avversaria, ma i compiti da esterno di fascia lo hanno convertito ad una mentalità operaia figlia del proprio condottiero, e altrettanto necessaria per portare a casa vittorie come quella di ieri.

Chapeau per “Ringhio” dunque, ma anche Calhanoglu ha avuto il merito di sacrificare il proprio talento sull’altare di una causa complicata. Il Milan di adesso avrà forse meno pressioni rispetto ad inizio anno, ma la chiave per tornare in alto passa sempre dai calciatori di maggior qualità. Razionalizzare talenti non è roba per tutti. Farli esplodere in armonia col collettivo, è compito ancora più arduo. Gennaro Gattuso, forse, ha trovato il suo nuovo mestiere: Calhanoglu insegna.

💊 Pillola di Fanta

Crescita esponenziale ed evidente, nelle ultime uscite, quella di Hakan Calhanoglu, tornato finalmente protagonista nel Milan di Gattuso. Sei, sei e mezzo e sette. Queste le pagelle dell’ex Bayer nelle ultime partite dei rossoneri. Il turco sta ritrovando fiducia nei propri mezzi e si candida a diventare una delle certezze per la squadra di “Ringhio”, che progetta l’assedio alla zona Europa. HAKAN IS BACK