Dalla Cremonese alla Sampdoria, la rivincita di Marco Giampaolo

Dalla Cremonese alla Sampdoria, la rivincita di Marco Giampaolo

Nelle ultime tre stagioni Giampaolo ha sempre fatto bene: in molti lo consideravano un allenatore finito dopo il fallimento con la Cremonese in Lega Pro, ora si prende la sua rivincDalla Cremonese alla Sampdoria, la rivincita di Marco Giampaolo

15 giugno 2015: l’Empoli decide di sostituire Maurizio Sarri, diretto al Napoli, con Marco Giampaolo. Alzi la mano chi, in quel momento, non ha pensato che i toscani sarebbero stati una delle tre squadre retrocesse in Serie B. Il nuovo allenatore scelto dal presidente Corsi veniva da fallimenti in serie: dal 2010 esperienze negative a Catania, Cesena, Brescia e Cremonese, quest’ultima addirittura in Lega Pro.

Si poteva certo osservare come i risultati ottenuti in queste panchine fossero stati tutt’altro che positivi. Ciò che però ha convinto il presidente dell’Empoli a prendere una scelta così coraggiosa è stata la filosofia di Giampaolo, simile per certi versi a Sarri. Si può anche perdere, ma senza mai rinunciare al gioco. Sarebbe stato probabilmente più efficace – in termini di punti in classifica – proporre un gioco difensivo, come tanti altri allenatori italiani. Ma ciò avrebbe reso Giampaolo un allenatore “normale”.

La stagione 2015/2016 dell’Empoli sorprende un po’ tutti. La squadra toscana si salva, proponendo un gioco piuttosto brillante. In pochi riconoscono però i meriti dell’allenatore, che secondo la maggior parte dei pareri ha “sfruttato” il lavoro fatto da Sarri. Opinioni condivisibili o meno, che però tralasciano un fatto importante. La squadra toscana ha ceduto nel mercato estivo del 2015 quattro giocatori centrali nel progetto dell’allora neo tecnico del Napoli: Rugani, Sepe, Valdifiori, Hysaj.

La stagione 2016/2017 Giampaolo si trasferisce a Genova, sponda Sampdoria. Anche in quella stagione l’Empoli compie un mercato estivo di cessioni eccellenti: via Paredes, Zielinski, Tonelli e Mario Rui. A differenza dell’anno precedente la squadra toscana non riuscirà a fine anno a salvarsi, né tantomeno a proporre bel gioco durante il campionato. Tanto che tutta Italia si mette a tifare per la salvezza del Crotone.

Nel frattempo Giampaolo a Genova se la passa bene. La Sampdoria chiude l’anno undicesima con 48 punti, migliorando di quattro posizioni e otto punti rispetto alla stagione precedente. Soprattutto la squadra blucerchiata scopre di avere in casa diversi gioielli: Fernandes, Muriel, Schick, Skriniar. Tutti ceduti nell’estate 2017, perchè un club come quello ligure non può permettersi di rifiutare offerte che sommate arrivano a più di 100 milioni di euro.

Soldi che vengono reinvestiti, ma fino ad un certo punto. Vengono acquistati Strinic, Zapata, Ramirez, Ferrari, Caprari e un giovane polacco di belle speranze, Kownacki. Giocatori di buon livello, non eccellente. Ferrero si fida di Giampaolo e l’allenatore lo ripaga. La Samp, dopo 22 giornate, è sesta in classifica, con il quarto attacco attacco del campionato e un Quagliarella che a 35 anni vive la stagione migliore della carriera. 

Classifica a confronto con la scorsa stagione dopo la 22^ giornata

E così Giampaolo si è preso la sua rivincita. Contro chi riteneva un suicidio la scelta dell’Empoli di affidargli la panchina e contro chi sosteneva che i meriti dell’ottimo campionato dei toscani nel 2015/2016 fosse tutto merito del lavoro fatto negli anni precedenti da Sarri. Difficile che però l’allenatore della Sampdoria si fermi qui. I blucerchiati vivono anche il sogno di una possibile qualificazione in Champions, visti i risultati di chi le sta davanti. E chissà che a fine anno non arrivi per Giampaolo la chiamata di una big, forse anche della Nazionale. Difficile dirlo ora, ciò che però è sicuro è che nessuno penserebbe ad uno scherzo, come in quel lontano 15 giugno 2015.