C’era una volta… Trevor Francis, striker nel segno della croce di San Giorgio

C’era una volta… Trevor Francis, striker nel segno della croce di San Giorgio

Tanti auguri a Trevor Francis, l’unico inglese capace di vincere il titolo di capocannoniere in un torneo italiano

Genova e l’Inghilterra hanno qualcosa in comune sin dai tempi più antichi. Esattamente da quando, oltremanica, chiesero di poter adottare la bandiera della Croce di San Giorgio per ottenere la protezione da parte delle navi genovesi nel Mediterraneo. Non poteva quindi vestire maglia diversa da quella della Sampdoria, Trevor Francis vincitore, con i marinai blucerchiati, di una Coppa Italia nella stagione 1984/85.

Le origini: dal Birmingham City alla Coppa dei Campioni con il Nottingham Forrest

Trevor John Francis nasce esattamente 64 anni fa a Plymouth, nella contea di Devon. Delle doti calcistiche e della capacità balistica sotto porta del giovane Francis se ne accorgono presto in patria. Appena sedicenne fa il suo esordio con il Birminghan City collezionando 22 presenze e 15 gol alla sua prima stagione tra i grandi. Non male per un ragazzino che divenne il primo giocatore inglese su cui una squadra, il Nottingam Forest, investì un milione di sterline. Sotto la guida di Bryan Clough – proprio lui – l’allenatore che anticipando i tempi aveva fatto della comunicazione sopra le righe il suo marchio di fabbrica, Francis alzò al cielo per ben due volte la Coppa dei Campioni.

NASL, in America prima di tanti

L’America è la meta preferita dai calciatori di oggi, escludendo i ricchi compensi che Cina e Emirati Arabi hanno iniziato ad offrire per aumentare l’appeal dei propri campionati locali. La NASL – la seconda lega statunitense – accolse un giovane Trevor Francis quasi 40 anni fa. “Quel ragazzo si farà” canta De Gregori ne La leva calcistica del ’68 e l’attaccante ha dimostrato subito di avere tutte le carte in regola per diventare un campione tanto da essere nominato, con due icone del calcio mondiale come Franz Beckenbauer e Giorgio Chinaglia, per il best team del 1979.

Sampdoria e Atalanta, la parentesi italiana

C’è spazio ancora per vestire la maglia del Manchester City nel suo paese prima di sbarcare in Italia. Ad attenderlo, c’è la Sampdoria. L’amore tra giocatore e colori scatta subito tanto che diventerà indissolubile. Lo stesso Francis, in una recente intervista, ha dichiarato che, anche i suoi figli, gli chiedono ancora della Samp. Con i marinai blucerchiati alza la Coppa Italia vincendo anche il titolo di capocannoniere del torneo detenendo ancora il record per esser stato l’unico inglese a riuscire in questa impresa. Ma come le migliori storie d’amore anche quella tra i due finisce con il trasferimento a Bergamo, per l’ultima – o quasi – avventura da calciatore.

Dal campo alla panchina

Prima dell’addio definitivo al calcio giocato si districa nel doppio ruolo di giocatore e allenatore tra le fila dei Queen’s Park Rangers prima e dei Sheffield Wednesday poi. Ma la riconoscenza verso la squadra che lo ha lanciato nel mondo del calcio che conta lo porta a sedersi sulla panchina del Birmingham City dal 1996 al 2001, sfiorando in più occasioni il raggiungimento della massima serie. Un traguardo che si sarebbe davvero meritato. 

Ritorno a casa 

Aveva promesso di voler tornare a Genova, per salutare i tifosi della Samp – la meravigliosa gradinata sud – e quale occasione migliore di un derby. È quello del 2012, l’anno del ritorno in Serie A dei blucerchiati dopo una stagione in purgatorio, finito anche nei migliori dei modi per i marinai. “Il derby è la partita più bella del mondo, poi quando vince la Sampdoria è ancora meglio. I tifosi fanno uno spettacolo incredibile” le sue parole a Samp TV. L’attesa per rivederlo al Ferraris, che nonostante il restauro del ’90 è rimasto “casa sua”, è stata più lunga del previsto, a causa di qualche problema di salute dell’ex giocatore. Ma si sa, l’attesa aumenta il desiderio. Venne accolto dal solito coro “Trevor walks on water“, come se il tempo non fosse mai passato.

Fonte foto: twitter.com/sampdoria