Mondiali 2018, Russia in gran forma: ecco perché può arrivare almeno in semifinale

Mondiali 2018, Russia in gran forma: ecco perché può arrivare almeno in semifinale

Statistiche, tradizione della competizione e fattore casalingo: tutti i fattori che fanno della Russia la mina vagante del Mondiale

Dopo la vittoria rotonda su un Egitto al di sotto delle aspettative, la Nazionale della Russia ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere già nel 5-0 contro l’Arabia Saudita. La formazione allenata da Cherchesov è ormai vicina ad assicurarsi il posto agli ottavi di finale, e in base a diversi fattori non è da escludere che il cammino della squadra del Paese ospitante possa andare anche oltre. Ecco le statistiche e i precedenti che fanno della Russia la possibile sorpresa della prossima fase a eliminazione diretta.

1998-2018: Sudafrica a parte, è sempre stata semifinale

Alla voce dei precedenti, risulta un dato davvero interessante nelle ultime edizioni dei Mondiali. Infatti, dal 1998 in poi, la Nazionale di casa è sempre arrivata almeno in semifinale. Venti anni fa la Francia addirittura arrivò in finale e si aggiudicò la coppa contro una corazzata come il Brasile di Ronaldo e Roberto Carlos. Nel 2002 la sorprendente Corea del Sud carnefice, insieme a Byron Moreno, dell’Italia agli ottavi di finale, dovette arrendersi solo alla Germania in semifinale, perdendo poi la finale per il terzo e quarto posto contro la Turchia. Nel 2006 la stessa Germania fu eliminata dagli azzurri poi campioni in semifinale per mano di Grosso e Del Piero ai tempi supplementari, ma si rifece nel 2014, infliggendo al Brasile ospitante una delle più grandi umiliazioni della storia, con uno spietato 1-7 diventato poi “Mineirazo”. Unica eccezione il Sudafrica, che nel 2010 terminò mestamente al terzo posto dietro Uruguay e Messico la sua fase a gironi, togliendosi però la soddisfazione di battere la Francia di Domenech nell’ultima partita.

Le statistiche: Cheryshev capocannoniere e tanti gol

Se la tradizione e il fattore casalingo non dovessero bastare, anche le statistiche vanno a supporto della Russia. Finora l’undici est-europeo ha realizzato ben 8 reti in due partite, due in più rispetto alle ultime edizioni alle quali ha preso parte, nel 2002 e nel 2014, e tutte realizzate da quattro giocatori diversi. Sugli scudi va senz’altro il centrocampista del Villareal Cheryshev, autore di tre gol in due partite e capocannoniere del torneo in attesa che Cristiano Ronaldo e compagnia scendano in campo per la seconda partita della fase a gironi, seguito a -1 dall’attaccante Dzyuba. I russi inoltre, con questi otto gol, hanno eguagliato un record che apparteneva in precedenza solo all’Italia: nessuna Nazionale del Paese ospitante ha mai segnato più di queste due squadre nei primi due incontri di un Mondiale. Certo, verosimilmente agli ottavi si troverà una tra Portogallo e Spagna, non proprio le ultime arrivate, ma col giusto spirito e determinazione, contando su una rosa ben amalgamata e facendo leva su quanto visto in queste prime partite, tutto è possibile. E in particolare le “furie rosse” sanno qualcosa delle cosiddette mine vaganti, perché nel 2002 furono eliminate proprio dalla Corea del Sud, ai rigori, ai quarti di finale. Al campo l’ardua sentenza.

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