Mondiali di Russia 2018, la scheda della Germania: nel segno della continuità per difendere il titolo

Mondiali di Russia 2018, la scheda della Germania: nel segno della continuità per difendere il titolo

I teutonici partono anche quest’anno tra le favorite con una rosa straordinaria in qualsiasi reparto. Tutto sulla Germania: la rosa, la formazione tipo e i consigli per il fantamondiale

“Il calcio è gioco semplice: 22 uomini corrono dietro ad un pallone per 90 minuti, e poi alla fine vince la Germania”. Basterebbe questa frase di Gary Lineker per presentare la Mannschaft, che si può permettere il lusso di lasciare fuori l’eroe del Maracanà Mario Gotze e comunque avere una rosa da far impallidire tutte le altre candidate. Se sei la Germania, hai vinto l’ultimo Mondiale battendo 7-1 il Brasile il semifinale, e l’anno scorso hai vinto la Confederation Cup con l’under 21 e l’Europeo Under 21 con l’Under 19, forse non hai nulla di cui preoccuparti. O forse si: infatti una nazionale non vince due Mondiali consecutivi dal 1962, quando la Seleçao bissò il successo di quattro anni prima. Non solo, nessuna partecipante vincitrice della Confederation Cup è poi riuscita a portarsi a casa la coppa più ambita l’anno dopo. E aggiungiamoci anche che non vince da 5 partite – non succedeva dal 1988 – e il quadro dell’incertezza è completo.

Dieci vittorie nel girone di qualificazione su dieci partite. En plein che non è riuscita a nessun’altra nazionale in questa corsa verso Russia 2018. Solo 4 i gol subiti a fronte dei quarantatré realizzati, capocannoniere oltre al solito Muller. Sandro Wagner che a sorpresa non è nella lista dei convocati di Joachim Löw. Una marcia trionfale che in realtà è stata per i tedeschi poco più che una passeggiata di salute, il preludio alla grande corsa.

Ecco la scheda di tutto quello che c’è da sapere sulla Germania per i mondiali di Russia 2018: la rosa dei convocati, la formazione tipo, il calendario della prima fase e i consigli per il fantamondiale.

La rosa della Germania

La rosa è eccellente, ma anche quella degli esclusi non scherza: manca appunto Wagner – che non l’ha affatto presa bene e ha attaccato tutti – per lasciar spazio al totem Gomez, ed è stato escluso Sanè a sorpresa. In porta ce la fa il capitano Neuer. La qualità del centrocampo è illegale, e per di più manca Gotze.

Portieri: Neuer, ter Stegen, Trapp

Difensori: Boateng, Hummels, Hector, Kimmich, Rudiger, Ginter, Sule, Plattenhardt

Centrocampisti: Muller, Ozil, Kroos, Khedira, Draxler, Reus, Rudy, Gundogan, Goretzka, Brandt

Attaccanti: Gomez, Werner.

Tutto sui mondiali di Russia 2018

La stella

Sceglierne uno è come chiedere ad un bambino se vuol bene di più a mamma o papà – ma anche nonni, nonne, fratelli e sorelle – e tra questi 23 comunque Löw peschi, pesca bene. Ma ce n’è uno che spicca soprattutto per il curriculum e per una bacheca un po’ più piena rispetto a quella dei suoi colleghi. Stiamo parlando di Toni Kroos, il direttore d’orchestra di questa Germania. Può vantare oltre a 3 campionati tedeschi e uno spagnolo, anche 4 Champions League di cui una con il Bayern (che follia averlo lasciato) e tre con il Real Madrid, compresa quella freschissima di Kiev. È stato anche uno dei principali protagonisti del trionfo di Brasile 2014. Löw stravede per lui: a soli 20 anni lo portò al Mondiale in Sudafrica, dove collezionò quattro presenze.

La formazione tipo

Più che un modulo vero e proprio, sono i principi di gioco quelli fondamentali nel gioco di Löw e la capacità di sfruttare i punti deboli dell’avversario – vedasi ad esempio la partita contro il Brasile di quattro anni fa. Comunque, probabilmente lo schema iniziale sarà il 4-2-3-1 con la fantasia di Ozil dietro al talento di Werner. In difesa potrebbe esserci spazio per Rudiger qualora Boateng non dovesse farcela. Al momento mettiamo lui, ma se il centrale del Bayern sarà anche al 60/70 %, giocherà. I media tedeschi spingono per la titolarità dell’ex Roma alla luce della buona stagione disputata con il Chelsea: occhio dunque alla possibilità di varare il 3-4-2-1, già più volte utilizzato nelle fasi di qualificazioni contro squadre abbordabili, con Rudiger insieme a Hummels e al fratello di Kevin-Prince – sostituito da Ginter se non dovesse farcela. In porta ce la fa Neuer che si riprende il posto da titolare.

Germania (4-2-3-1): Neuer, Kimmich, Rudiger, Hummels, Hector; Kroos, Khedira; Muller, Ozil, Draxler; Werner. All. Löw

Il calendario della Germania

La Germania è inserita nel girone F e dovrà vedersela con il Messico, la Svezia e la Corea del Sud, nazionali non di primissima fascia ma sicuramente ostiche e tignose. I tedeschi partiranno contro i centroamericani giorno 17 giugno. Ecco il calendario completo e la programmazione tv:

17 giugno ore 17.00: Germania-Messico (Italia 1)
23 giugno ore 20.00: Germania-Svezia (Canale 5)
27 giugno ore 16.00: Corea del Sud-Germania (Italia 1)

10 cose da sapere sui mondiali di Russia 2018

I giocatori consigliati per il fantamondiale

  • Thomas Müller: riduttivo chiamarlo centrocampista, eccessivo chiamarlo attaccante. Müller non è nulla ed è tutto, è Ramdeuter – tradotto ‘navigatore dello spazio’ – come lui stesso si definisce, non ha nemmeno il fisico del calciatore, eppure. Eppure, quando ti dimentichi che lui è in campo, ecco che ti purga. Come se fosse il pallone a cercarlo. È l’uomo qualunque, così come il suo cognome certifica (Müller è pari al nostro ‘Rossi’). Di sicuro è il meno bello da vedere, ma anche il più efficace: in nazionale vanta 90 presenze e 38 gol, risultando il miglior marcatore teutonico in attività. Müller non è semplicemente un consiglio per il fantamondiale, è l’unico modo che avete per poterlo vincere.
  • Mats Hummels: se volete costruire una difesa solida, non si può non partire dal suo nome. Hummels è uno dei migliori centrali in circolazione e la fase difensiva della Germania ma anche del Bayern Monaco – la tradizione ‘vuole’ che i bavaresi formino il blocco della nazionale del paese – poggia sulle sue spalle. A 29 anni è al pieno della sua maturità, come dimostrano i numeri di questa stagione: 41 presenze, 3 gol e soltanto 5 gialli, a dimostrazione della sua ‘pulizia’. Certezza.
  • Sami Khedira: dal punto di vista realizzativo, questa è stata la migliore stagione in carriera per il centrocampista della Juventus. In Serie A ha segnato nove gol, risultando il terzo miglior marcatore dei bianconeri. Khedira potrebbe essere verosimilmente al suo ultimo mondiale e chissà, a 31 anni potrebbe anche essere la sua ultima esperienza. Partirà titolare e i suoi inserimenti saranno un marchio di fabbrica della Germania di Löw.

I giocatori sconsigliati per il fantamondiale

  • Mesut Özil: eresia. Uno dei trequartisti più talentuosi di tutto l’Universo, inserito tra i giocatori sconsigliati. Già, potrà sembrare folle, ma Mesut Özil ha dimostrato di essere tanto elegante quanto discontinuo e i suoi continui infortuni – veri o inventati che siano, come sostengono i tifosi dell’Arsenal – potrebbero condizionarne il mondiale. Giocatore insolente capace di tutto e del contrario. Soltanto 26 presenze in Premier League, di cui l’ultima il primo d’aprile, condite da 4 gol. Ultima volta che è stato visto era il 3 maggio, semifinale di ritorno contro l’Atletico Madrid. Se cercate semplicemente la stabilità non può fare a caso vostro.
  • Julian Draxler: se la qualità delle sue scelte di vita fosse pari a quella dei suoi piedi, Draxler non sarebbe assolutamente in questa lista. Ma l’esterno a lungo corteggiato dalla Juventus, poi mollata all’improvviso per andare al Wolfsburg per una mera questione economica, ha trovato ancora meno continuità al Psg soprattutto nelle partite pesanti (20 minuti giocati tra andata e ritorno contro il Real Madrid). Riuscirà a reggere la competizione lì davanti? Potrebbe scivolare indietro nelle gerarchie.
  • Jonas Hector: il terzino sinistro ha maturato grande esperienza in questi anni grazie alla Nazionale tedesca, della quale è un punto fermo. La bandiera del Colonia, però, ha subito un brutto infortunio ai legamenti a settembre scorso, ritornando in campionato già a gennaio per aiutare i compagni in una disperata rincorsa – sforzo inutile, visto che la retrocessione è stata inevitabile. Un recupero incredibile che forse potrebbe averlo fatto arrivare stanco a questa kermesse. Chissà che Plattenhardt non gli rubi il posto.

La possibile sorpresa

Timo Werner: ora o mai più per la giovane punta del Lipsia, fischiato in ogni stadio tedesco proprio per la sua appartenenza al club della Red Bull. Il ragazzo a ottobre ha dovuto saltare qualche partita per problemi di respirazione e circolazione, dovuta ad uno stato d’ansia sofferta per alcune partite importanti e per il rumore assordante di alcuni stadi. Ma Timo adesso deve dimostrare che ha superato le sue paure – anche per convincere il Bayern che è pronto al grande salto – e vuole confermare i grandi numeri in campionato: quest’anno nonostante il triplo impegno della squadra, ha realizzato 12 gol in 32 partite, al di sotto dei 21 messi a segno l’anno scorso. Però per un ragazzo classe 1996 sono sicuramente numeri di alto livello. A 22 anni Werner è pronto a guidare l’attacco dei campioni del mondo in carica, mica male.

LE FANTASCHEDE DI TUTTE LE SQUADRE DI RUSSIA 2018