Udinese, come cambiano i bianconeri con Velazquez: equilibrio tra estetismo e risultati

Udinese, come cambiano i bianconeri con Velazquez: equilibrio tra estetismo e risultati

Julio Velazquez è il nuovo tecninco dell’Udinese, allenatore allo stesso tempo giovane ed esperto alla ricerca del giusto equilibrio tra risultati e bel gioco. Ecco come cambiano i friulani

La stagione 2017-18 è stata a dir poco peculiare per l’Udinese. Un buon inizio con Oddo, l’idea di poter giocarsi la qualificazione in Europa League, poi una striscia di 11 sconfitte consecutive e il rischio retrocessione, l’arrivo di Tudor in panchina e la salvezza conquistata che non è valsa al tecnico croato la conferma anche per la prossima annata. A quel punto è arrivata l’ufficiosità dell’approdo di Prandelli in Friuli, notizia smentita qualche giorno più tardi dallo stesso ex-ct della Nazionale.

Infine, la dirigenza ha finalmente annunciato Julio Velazquez come nuovo allenatore dell’Udinese, creando non poco scetticismo nell’ambiente bianconero. Il tecnico spagnolo è infatti sconosciuto alla gran parte del pubblico italiano, avendo finora allenato solamente in Spagna (perlopiù solo una volta in Liga nelle nove società che ha girato) e Portogallo. Velazquez è il primo allenatore della Serie A ad esser nato negli anni ’80, precisamente nell’81, ed è dunque un tecnico giovanissimo (36enne). Per capirsi, Behrami e Halfredsson hanno solo 3 anni in meno, ma soprattutto Bizzarri, quest’anno portiere titolare, ne ha ben 4 in più.

Come può un allenatore a 36 anni aver girato già nove società spagnole e una portoghese, per poi approdare anche in Italia? Può, se inizia ad allenare a 15 anni come ha fatto Velazquez nella sua Salamanca. Lo spagnolo è dunque un tecnico allo stesso tempo giovane ed esperto, che a parole del dg bianconero Collavino: “Propone un calcio innovativo, già esistente in Spagna e Portogallo e che vorremmo importare qui a Udine“.

Velazquez ha parlato nella conferenza stampa di presentazione, affermando di voler proporre un calcio estetico ma di risultato, che sia offensivo ma sappia adattarsi alle caratteristiche dell’avversario. In carriera ha utilizzato spesso il 4-2-3-1, dimostrando però di saper variare, ad esempio passando al 4-3-3: “L’importante è avere una struttura e una dinamica di gioco che diano il massimo rendimento rispetto alle qualità dei giocatori. Non è adattarsi alle qualità né imporre un modulo: è cercare un equilibrio“.

Ecco che con il nuovo allenatore la difesa tornerà, dopo una stagione a tre, ad essere a quattro. A destra giocherà uno tra Larsen e Widmer, a sinistra Samir o Adnan, al centro probabilmente il capitano Danilo e l’olandese Nuytinck. Maggiori dubbi alle loro spalle, dove Meret e Scuffet sono richiesti rispettivamente da Fiorentina e SPAL. Pur non dimenticandosi proprio di Bizzarri, è probabile che il club decida di tenere almeno uno dei due giovani portieri e di dargli fiducia come titolare.

Dovesse essere a due, a centrocampo potrebbero esser schierati due giocatori complementari come Behrami e Balic, l’uno di sostanza e l’altro molto tecnico, oppure uno di quei due al fianco di Fofana. Sulla trequarti potrebbero a quel punto dedicarsi alla creazione offensiva De Paul, Jankto e Barak, mentre sarà difficile togliere il posto in attacco a Lasagna dopo la straordinaria stagione conclusa a quota 12 gol. Se invece Velazquez preferisse giocare con una punta con maggiore presenza fisica, Lasagna potrebbe trasferirsi sulla trequarti lasciando spazio a Perica o a qualche nuovo innesto.

Dopotutto lo spagnolo ha siglato un contratto triennale e dalla società gli è stato richiesto di portare risultati tanto immediati quanto a lungo termine. Non è quindi difficile poter pensare che la squadra di mercato bianconera darà ascolto ai suggerimenti del neo-insediato tecnico per costruire una squadra che possa aderire ai suoi concetti calcistici.

Udinese (4-2-3-1): Meret; Larsen, Danilo, Nuytinck, Samir; Fofana, Balic; De Paul, Barak, Jankto; Lasagna. All. Velazquez