Juventus, Cristiano Ronaldo e la moralità che nel calcio non esiste: le cifre dell’affare del secolo

Juventus, Cristiano Ronaldo e la moralità che nel calcio non esiste: le cifre dell’affare del secolo

Costo del cartellino, ingaggio, commissioni e ricavi previsti, ma anche Kant, Codacons e Sgarbi. Tutto questo nella nuova puntata di “Economia nel pallone”

Signori, ricordatevi che i poliziotti guadagnano 2 milioni (di Lire, ndr) al mese e rischiano la vita!

Parole e musica di Renato Squintieri, compianto regista, dette durante una delle tante puntate del Processo di Biscardi e rese memorabili dal trio della Gialappa’s Band. Un discorso parecchio datato, detto in tempi in cui ci si scandalizzava per il trasferimento di Lentini al Milan per 18 miliardi di Lire, ma che suona tremendamente attuale alla luce di ciò che sta succedendo intorno all’affare Cristiano Ronaldo-Juventus.

Perché da quando esiste il calcio e i calciatori professionisti, è un ragionamento che va in loop: sono strapagati, e la povera gente comune muore di fame. E se dette da un medioman – per restare in tema di Mai Dire – suonano come semplicemente populiste e demagogiche, se a scriverle è il Codacons, allora bisogna darvi più peso e cercare di analizzarle, anche sciorinando numeri. Ed è questo che cercheremo di fare in questa nuova puntata di “Economia nel pallone”.

Juventus e Real Madrid, i costi del trasferimento di Cristiano Ronaldo

Partiamo da quanto ha effettivamente pagato la Juventus per portare a Torino Cristiano Ronaldo. Le possibilità di manovra erano effettivamente poche – vista e considerata la clausola da 1 miliardo di euro – e l’unica offerta che il Real Madrid avrebbe accettato doveva avere otto zeri e un uno davanti. Ma in realtà c’era poco da discutere: la volontà di CR7 era quella di lasciare i blancos e quindi quando Jorge Mendes ha presentato l’offerta da 100 milioni di Agnelli, Perez ha accettato senza alcuna remora. Ed è proprio il procuratore portoghese l’artefice di una trattativa nata durante il trasferimento di Joao Cancelo, e al quale sono andati dunque 12 milioni di commissioni registrati nel comunicato della Juventus come oneri accessori. 

L’ingaggio di CR7: sarà uno stipendio d’oro

Per quanto riguarda lo stipendio annuo che riceverà Cristiano Ronaldo, bisogna affidarsi a quanto detto dalle maggiori testate giornalistiche italiane e spagnole e fare una media ponderata. In sostanza si parla di una cifra attorno ai 55 milioni lordi l’anno per quattro anni – la durata del contratto è certa e comunicata ufficialmente dalla Juventus – che calcolando le tasse fanno 30 milioni netti a stagione. Qui bisogna chiarire una situazione diventata immediatamente virale sui social e che ha scatenato la solita indignazione: in molti hanno detto che Cristiano Ronaldo pagherà soltanto 100 mila euro di tasse.

In realtà la notizia sarebbe anche vera, ma non come posta da alcuni siti o come letta in giro per le peggiori pagine di Facebook. Poiché CR7 è un’azienda e non semplicemente un giocatore – tanto che lo stipendio che prendeva al Real Madrid di 21 milioni netti rappresentava un settimo del suo reddito – ha delle attività registrate in tutto il mondo e, secondo la legge di Stabilità del 2017, di questi redditi esteri il nostro erario potrà chiedere appunto la cifra riportata sopra. Ma sullo stipendio da calciatore gravano intorno ai 25/30 milioni di euro di IRPEF e altre imposte, come ogni lavoratore.

Quanto costa in totale Cristiano Ronaldo alla Juventus?

Detto dei 100 milioni pagabili in due anni e dei circa 30 milioni all’anno di stipendio, resta da capire quanto graverà alla Juventus l’arrivo di Cristiano Ronaldo. Secondo Calcio e Finanza, il costo aziendale di Cristiano Ronaldo – il costo che ogni dipendente ha per una qualsiasi azienda – è di circa 68 milioni di euro all’anno. Se a questi si aggiungono i 28 milioni di quota di ammortamento (112 milioni spesi divisi per i quattro anni di contratto), allora si arriva ad un totale di 96 milioni di euro a stagione che per quattro stagioni lo rendono dunque un affare da 384 milioni di euro a bilancio.  Sicuramente tanti e al di fuori degli standard a cui siamo da sempre abituati in Italia. Cifre che circolavano già in altri top club di Europa ma che mai ci saremmo aspettati da una società che si autofinanzia.

Ma attenzione: il rischio di incappare nella mano pesante della Uefa in nome del Fair Play Finanziario è al momento basso, in quanto i bianconeri hanno chiuso in positivo il bilancio di due e tre stagioni fa – ma non quello al 30 giugno 2018, in negativo. Finirebbe sotto la lente di ingrandimento se al termine di questa sessione estiva finisse con un bilancio tra acquisti e cessioni in negativo di oltre 100 milioni di euro – norma in vigore dal primo giugno 2018. Per questo motivo delle cessioni pesanti sono a questo punto fondamentali: con Higuain fuori a 60/70 milioni, si firmerebbe una plusvalenza e si eviterebbero gli ammortamenti nei prossimi bilanci sui 90 milioni pagati due estati fa.

Quanto ricava la Juventus dall’acquisto di CR7?

Secondo Il Sole 24 ore, la scelta della Juventus indica un cambio di business plain: abbattimento dei costi, più ricavi. Ed è qui che entra in gioco Andrea Agnelli e soprattutto tutta la famiglia Elkan e il mondo Exor – la società proprietaria dei bianconeri. Cristiano Ronaldo come abbiamo già detto non è semplicemente un calciatore: è IL calciatore, quello a cui tutti pensano – insieme a Messi – quando si parla di calcio. Anche chi di questo sport non ne capisce molto. Dunque a livello di immagine, associare il nome dell’asso portoghese a quello dei bianconeri è un colpo importante per una società in aria di restyling – non a caso solo un anno fa ha cambiato logo, rendendolo più accattivante e addirittura indossabile in situazioni casual, a differenza del classico prototipo di stemma.

Insomma, si spera di averne un rientro sia per quanto riguarda il merchandising – e al momento ogni Juventus Store di tutto il mondo è preso di assalto per avere quella numero 7 – sia in termini di valorizzazioni del brand che allo stato attuale vale soli 490 milioni, poco in confronto agli 1,8 miliardi che raggiunge il Manchester United o il miliardo e mezzo del Real Madrid. Proprio i blancos, oltre a firmare una plusvalenza fenomenale per un 33enne (comprato a 94 e tutti già ammortizzati, venduto a 100), perdono il loro uomo simbolo: basti pensare che il 40% delle magliette dei galacticos vendute la passata stagione in giro per il mondo portavano il nome di Ronaldo.

E poi c’è l’ossessione Champions: ma la voglia non è solo quella di portare a casa la coppa dalle grandi orecchie, visto che la prossima edizione sarà la più ricca di sempre per i club, c’è la possibilità di raggiungere cifre mai viste prima in tutta Europa. Quindi Cristiano Ronaldo potrebbe generare da solo un guadagno che va dai 25, secondo gli scettici, ai 60 milioni di euro all’anno, comunque meno di quello che spenderà la Juventus per lui. Ma questo i dirigenti bianconeri lo avevano messo in conto, il che fa emergere come CR7 sia più una scelta di immagine e sportiva che economica.

La Serie A ci guadagna con Cristiano Ronaldo?

In termini di credibilità ci sentiamo di dire “eccome”. Da quanto tempo non accoglievamo il più forte giocatore al mondo? Ma restando in termini squisitamente economici, passiamo al capitolo diritti tv: come ha detto Aurelio De Laurentiis è stato un errore madornale quello della Lega Serie A non aver stipulato un contratto annuale con opzione con Sky e Perform, piuttosto che quello triennale. Infatti questo non permetterà ai club di avere un ritorno praticamente immediato dall’acquisto di Cristiano Ronaldo: insomma, ci si poteva sedere ai tavoli nel 2019 con i broadcaster e giocarsi la carta “Vuoi mostrare CR7 sul tuo canale? Allora devi pagare di più”. C’è un ma: secondo Milano Finanza c’è una clausola nel contratto secondo la quale al raggiungimento di obiettivi di share e sponsorizzazioni, ci sarebbero dei bonus che le due emittenti pagherebbero alla Lega. Dividenti ora più facilmente raggiungibili grazie a CR7 e che andranno spartiti tra tutti i club di Serie A.

Quanto è immorale il contratto di Cristiano Ronaldo?

Oggi si è registrata l’entrata a gamba tesa del Codacons che dopo aver ascoltato e approvato lo sciopero degli operai FCA di Menfi, ha diramato un comunicato stampa in cui parla di “contratto immorale e vergognoso”. Insomma, il Codacons pur di assecondare la pancia del paese ha deciso di dire la sua con parole inadeguate: infatti, se le proteste dei lavoratori Fiat sono umanamente comprensibili – anche se i loro scatti di stipendi non dipendono assolutamente dall’arrivo o meno di Cristiano Ronaldo ma da un riassetto societario interno all’FCA, ma quello è un altro discorso – il grido ufficiale dell’associazione risulta a dir poco stonato. Lì dove ha anche Kant nel cercare una risposta a questa domanda, si è dovuto arrendere dicendo che la morale in realtà è dentro di noi, l’associazione dei consumatori  ha deciso di dare la sentenza definitiva e lanciarsi con in una dichiarazione molto forte. Ma cosa significa che un contratto è immorale?

La risposta è nei numeri

Nel cercare di dare una risposta a questa domanda, bisogna anche considerare il tempo in cui viviamo: siamo nell’epoca della convinzione che uno vale uno e che non vi sia differenza tra me e te. E che quindi non ci sia nemmeno tra Cristiano Ronaldo, giocatore fenomenale che ha cambiato la storia del calcio mondiale, e un Mario Rossi qualsiasi. Difficile commentare un’affermazione del genere, se non sciorinando dei numeri: 438 partite giocate con il Real Madrid, 451 gol segnati – si, più reti che presenze, avete letto bene – nello sport più seguito al mondo, che genera un giro inquantificabile di affari e di persone.

“A lui 31 milioni, eppure i poveri in Italia continuano ad aumentare” scrive il Codacons, come se la famiglia Agnelli dovesse risolvere il problema della povertà una volta per tutte. Già, perché ingaggiare un giocatore che in una sola settimana tra rumours e annuncio ufficiale ha portato alla Juventus un impennata del titolo in borsa – quasi un recupero di quanto verrà perso a bilancio -, un aumento delle vendite delle magliette e un milione di followers in più? A proposito di social, secondo il Forbes nell’anno passato Cristiano Ronaldo con le sue pubblicità e le sue sponsorizzazioni online – intorno ai 580 posti brandizzati – ha portato alle società che lo hanno come testimonial più di un miliardo e 100 milioni di dollari.

E poi si potrebbe disquisire sull’arte, sull’emozioni che fa provare un giocatore del genere e su quanto sia forte e perché no, anche bello e statuario. Sul fatto che sia un’icona pop, sul fatto che abbia un aeroporto che porta il suo nome e due statue dedicate. Insomma, sul fatto che sia semplicemente the GOAT. E se val bene giocarsi la carta della povertà e degli eroi di tutti i giorni, noi non possiamo che citare Vittorio Sgarbi:

Altrimenti io tiro fuori che Picasso era uno stronzo e Raffaello era una merda