I Mondiali 2022, in Qatar, si giocheranno in inverno: cosa succede alla Serie A?

I Mondiali 2022, in Qatar, si giocheranno in inverno: cosa succede alla Serie A?

I Mondiali del 2022, organizzati in Qatar, si giocheranno d’inverno: come cambiano le date dei campionati europei, tra cui anche la Serie A?

È ufficiale: i Mondiali di calcio del 2022 si disputeranno in Qatar. Lo ha annunciato la Fifa, che ha provveduto a rendere note le date: si parte il 21 novembre, si termina il 18 dicembre. La competizione più importante di questo sport si giocherà dunque, per la prima volta nella storia, d’inverno. Al di là della delusione dei tifosi che, presubilmente, avrebbero preferito tifare nelle calde giornate di giugno piuttosto che in quelle fredde di dicembre, la questione è principalmente una. Ossia, cosa succede ai campionati – tra cui, ovviamente, anche la Serie A – se i Mondiali si giocano in inverno? Come cambierà il calendario delle gare in programma?

Il problema non sorge solo adesso. Da tempo si sapeva che i Mondiali si sarebbero disputati in Qatar e il come bilanciare i due impegni è un tema già trattato da chi di dovere. Lo scorso marzo si è tenuto a Milano un incontro tra i direttori delle competizioni di 13 tra le più importanti leghee europee – un meeting presieduto da Marco Brunelli, direttore generale della Lega Serie A – per capire come organizzare la stagione 2022/2023. Una decisione non è ancora stata trovata, ma le parti interessate hanno dunque già iniziato a discuterne.

Difficile pensare che non cambi nulla, come succede ogni anno per la Coppa d’Africa. In occasione della competizione riguardante il continente africano, infatti, a lasciare i principali campionati europei sono solamente pochi elementi. Certo, si può dire che al Napoli non faccia piacere perdere per un mese Koulibaly come al Liverpool non facciano i salti di gioia per la partenza di Mané, ma la scelta di continuare regolarmente i campionati è comunque un compromesso accettabile ed accettato.

Questo discorso ovviamente non varrà per quanto riguarda i Mondiali. Impensabile che i club facciano a meno dei loro migliori giocatori per più di un mese, visto che le nazionali hanno il diritto di disporre dei giocatori a partire da 15 giorni prima del primo match in programma. L’unica soluzione possibile ed al momento l’unica contemplata è quella di iniziare prima e finire dopo. Cioè iniziare i primi giorni di agosto e finire ai primi giorni di giugno. Una cosa simile potrebbe viverla la Champions League che, invece di iniziare a settembre, dovrebbe anticipare le sue prime giornate forse già ad agosto.

Insomma, i compromessi si possono trovare. Restano, però, compromessi. La scelta di giocare il Mondiale in Qatar ha destato parecchie perplessità e continuerà a destarne fino al 2022. Giusto includere stati nuovi nel gotha del calcio, ma va ricordato che il vero motore di questo sport è l’Europa ed i tifosi europei. La decisione della Fifa è comunque coraggiosa e sicuramente calcolata, vista l’importanza anche economica dei Mondiali. Giudizi dunque rimandati almeno per i prossimi quattro anni.