Mondiali, i Tre Leoni ai piedi di Southgate: il tecnico arrivato dal basso che sta facendo sognare l’Inghilterra

Mondiali, i Tre Leoni ai piedi di Southgate: il tecnico arrivato dal basso che sta facendo sognare l’Inghilterra

Il tecnico dallo scarso curriculum è il vero segreto dell’Inghilterra tornata convincente dopo anni: e vincere Russia 2018 non è utopia

In questi Mondiali di Russia 2018 si è tanto parlato di Sampaoli, tecnico dell’Argentina dalle idee tattiche quantomeno discutibili. Si è discusso del suo rapporto quasi nullo con i giocatori, si è analizzato il fatto che le scelte di formazione dipendevano in larga parte dal parere dei senatori. Giusto che si spendano parole su chi sbaglia, meno giusto dimenticare chi invece fa al meglio il proprio lavoro. Tanti tecnici stanno rendendo al meglio in questi Mondiali. E, tra questi, è forse uno il ct che sta sorprendendo di più. Ed è giusto, soprattutto dopo Svezia-Inghilterra, spendere due parole su Gareth Southgate.

L’Inghilterra, storicamente, è sempre stata una squadra di qualità. Eppure, non ha mai raccolto un numero soddisfacente di tornei. In particolare negli ultimi anni i Tre Leoni hanno offerto un rendimento ben al di sotto delle proprie possibilità. Sudafrica 2010 eliminati agli ottavi – con un pesante 1-4 – dalla Germania, Brasile 2014 estromessi già nel girone. E non che agli Europei i risultati siano stati migliori: in Polonia-Ucraina, nel 2012, è arrivata l’eliminazione ai quarti per mano dell’Italia; nel 2016, invece, il cammino degli inglesi è terminato agli ottavi contro l’Islanda.

Ecco perché ad inizio giugno, nonostante la presenza in rosa di campioni come Kane e Alli, le aspettative sull’Inghilterra non erano così alte. Squadra di livello, sì, ma non abbastanza per puntare alla vittoria finale. Ora, invece, la nazionale inglese è una delle quattro semifinaliste e può ambire al trofeo finale. E, piano piano, tutti si stanno accorgendo di quel signore piuttosto giovane – classe 1970 – seduto in panchina.

Gareth Southgate, si chiama. Un nome che presto potremmo dover imparare a conoscere, visto che la sua carriera è in forte ascesa. E dire che, nell’autunno del 2016, la scelta della Fa di assegnare a lui la panchina dell’Inghilterra ha destato molte critiche. Meglio forse puntare su nomi blasonati, sugli Hodgson che conducono la squadra ad un’eliminazione agli Europei per mano dell’Islanda che poi, al  turno seguente, ne prende cinque dalla Francia. La Federazione inglese ha avuto coraggio a puntare sul tecnico allora alla guida dell’Under 21 ed oggi è giusto che questa scelta venga menzionata.

E così, un allenatore che nel curriculum – oltre a tre anni di under 21 inglese – aveva solamente quattro stagioni con il Middlesbrough (tra l’agosto 2006 e l’ottobre 2009) è diventato ct di una delle nazionali più importanti al mondo. E, noncurante della poca esperienza, ha pensato di mettere alla porta giocatori “storici” come Rooney, come Hart. Puntando sui giovani, sul nuovo ciclo dei Lingard e degli Stones. Una scelta vincente, visto che l’Inghilterra vince otto partite e ne pareggia due sulle 10 gare di qualificazione a Russia 2018.

Ma il meglio doveva ancora arrivare. Difesa a tre, modulo che difficilmente si vede a livelli così alti. E in questa difesa a tre Maguire, giocatore del Leicester che fino all’anno scorso non aveva ancora debuttato in nazionale. Proprio questo difensore classe 1993 oggi ha segnato il primo gol dei suoi contro la Svezia. Due reti di testa alla nazionale scandinava piena di spilungoni, come è possibile? È semplicemente il risultato degli allenamenti e degli schemi che il tecnico ha riservato ai suoi giocatori. Un lavoro sui calci piazzati che ha pagato non poco, considerando che Kane e compagni hanno segnato il più alto numero di gol di testa (quattro) e da calcio d’angolo (quattro) tra le squadre di Russia 2018. E che dire dei rigori? Nella sua storia nei Mondiali i Tre Leoni sono stati sempre eliminati – tre volte su tre – nella lotteria dal dischetto. Un fondamentale su cui Southgate avrà lavorato molto, considerando la qualità dei penalty calciati dai suoi giocatori contro la Colombia.

E così l’Inghilterra è arrivata in semifinale per la terza volta nella sua storia. Dopo il 1966 e il 1990, dunque, gli inglesi avranno una possibilità di portarsi a casa la coppa più importante. E le avversarie non sembrano così superiore a Kane e compagni. Comunque vada, però, Russia 2018 resterà nella storia della nazionale britannica. E il merito è anche di Southgate, passato in un anno dall’essere poco più che sconosciuto al rappresentare il vero punto di una nazionale raramente così convincente.

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