Ronaldo-Juventus, quando la politica va nel pallone. Da Salvini a Di Maio, tutte le dichiarazioni

Ronaldo-Juventus, quando la politica va nel pallone. Da Salvini a Di Maio, tutte le dichiarazioni

L’affare CR7 ha una portata mediatica tale da aver interessato anche numerosi politici italiani, appartenenti a qualsiasi schieramento

Si è già discusso tantissime volte del vero peso del trasferimento di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Ormai è chiaro a tutti come l’affare non si possa limitare alle cifre di ingaggio e stipendio del fuoriclasse portoghese. Basti pensare alla portata mediatica del discorso: tutti, anche chi abitualmente di calcio non si interessa, si sono sentiti chiamati in causa e hanno detto la loro al riguardo. E ovviamente non poteva esulare dalla questione la politica italiana, soprattutto in un clima vivace come quello di questi giorni. Un intreccio iniziato fin dall’ufficialità dell’acquisto di Ronaldo, con la gaffe del ministro Toninelli che ha voluto dare il benvenuto su Twitter al campione: “Che colpo non solo per la Juventus ma, speriamo, per il calcio italiano“. Un bel messaggio, ma pubblicato erroneamente – e subito cancellato – sull’account del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Tanti altri politici hanno però espresso, stavolta in via ufficiale, il parere sull’affare del secolo. A partire proprio da chi CR7 lo ospiterà “in casa propria”: ci si riferisce ovviamente al sindaco di Torino, Chiara Appendino. Queste le parole dell’esponente del M5S: “Ronaldo ha stregato Torino e Torino stregherà Ronaldo. Si respira già grande euforia, potrà dare tanto alla nostra città“. Di tutt’altro tenore però le dichiarazioni del leader del suo partito: il vicepremier Luigi Di Maio. Ricollegandosi al tema del decreto dignità, ha usato toni piuttosto duri: “Non posso abolire la pubblicità sul gioco d’azzardo perché c’è qualcuno che deve pagare 400 milioni Cristiano Ronaldo? Ma a me non frega nulla, sono più importanti le famiglie distrutte dalle scommesse“. Si dimostra invece più cauto il suo alleato Matteo Salvini, che si limita ad ammonire: “L’importante è che non ne risentano altre aziende della famiglia Agnelli. Per il resto sono soldi privati e se vogliono dare miliardi a qualcuno, è una scelta loro“.

Dall’opposizione arrivano messaggi decisamente più concilianti nei confronti del campione portoghese. È il deputato del PD Luigi Barattin ad esprimere il suo pensiero sulla vicenda in maniera più organica: “Parlare di stipendio scandaloso riguardo a Cristiano Ronaldo è pura demagogia. Stiamo parlando di un lavoratore che crea valore aggiunto“. Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi si mantiene invece su un piano più strettamente calcistico, forte della sua esperienza da presidente del Milan: “Da tifoso rossonero, vedere CR7 alla Juventus è un colpo durissimo. Oggettivamente, però, bisogna dire che è un’ottima notizia non solo per i bianconeri, ma per tutto il calcio italiano“.